Nessuna significativa ripresa dall'azionario USA, con l'S&P che ha chiuso nei pressi dei minimi (S&P 500 -0.86%), sebbene con perdite totali nemmeno la metà del disastro europeo.

Nonostante la peggior seduta per Wall Street dall' 8 ottobre scorso, l'Asia ha mantenuto un comportamento sostanzialmente composto. Merito del "China Complex" che ha mostrato una volta di più lo spirito di contraddizione di cui è capace. Se ieri aveva reagito con indifferenza ai buoni numeri sui PMI e al sentiment inizialmente positivo, oggi ha mostrato progressi in faccia alla debacle dei paesi industrializzati, e in sprezzo al newsflow sul trade, che si è fatto invero poco incoraggiante.

Infatti, dopo che Trump aveva annunciato il ripristino dei dazi sui metalli per Argentina e Brasile, ieri sera la Casa Bianca ha aperto un procedimento per tassare importazioni dalla Francia, in risposta alla digital tax. Lighthizer ha dichiarato che l'US Trade Representative sta esplorando la possibilità di istituire dazi anche contro altri paesi europei che applicano tributi simili. Dal lato cinese, il Global times ha dichiarato che la Cina pubblicherà in tempi brevi la famosa lista di "entità non affidabili" minacciata a Maggio scorso. Questa mossa, che potrebbe condurre a sanzioni contro aziende USA, avverrebbe come ripicca per l'imminente approvazione al Congresso di un altro progetto di legge inviso alle autorità, volto a sanzionare gli ufficiali responsabili di abusi sui mussulmani Uiguri. Si è svegliata pure la Corea del Nord, con Kim a dichiarare che se gli USA non migliorano le offerte per  la denuclearizzazione entro fine anno, potrebbero ottenere un "regalo di Natale indesiderato".