Sì, tutte le Piazze borsistiche del Vecchio Continente hanno terminato la seduta con un guadagno, ma vista l’euforia di Wall Street ci si poteva attendere anche qualcosa in più.

Il Dow Jones infatti ha sfondato nuovamente un livello davvero stratosferico, quello del 26.000 punti, il Nasdaq traguarda quota 7.500 punti e lo S&P500 si avvicina a quota 2.800, insomma al di là dell’Oceano il mercato azionario è in fibrillazione.

Londra (+0,2%), Parigi (+0,4%) e Francoforte (+0,3%) salgono, ma senza forza, quasi … al traino.

Peggio ancora il nostro Ftse Mib (+0,26%) ha concluso una seduta da sbadigli. Un range (differenza fra minimo e massimo) inferiore ai cento punti racconta bene quanto accaduto in questa seduta con la quale si è conclusa una ottava davvero poco movimentata (+0,58%; -0,50%; +0,38%; -0,47% e +0,26% le cinque performances di settimana).

Diciamo così che il mercato ha consolidato quota 20.200 punti, in attesa che Fitch emetta il suo verdetto.

Rimbalzano Prysmian (+2,95%) e Juventus (+2,17%) dopo le debacle della vigilia, termina sul terzo gradino del podio, dopo esser stata per larga parte della seduta in testa alla classifica odierna, Telecom Italia (+1,63%).

Ma saranno soprattutto le utilities a ricordare questa giornata, Terna (+1,04%) ritocca per l’ennesima volta il proprio record storico, ci va vicino Enel (+0,61%) e vicinissimo (a soli due millesimi di euro) Italgas (+1,31%), queste ultime due poi concludono entrambe a quota 5,278 euro, un caso abbastanza singolare.