Caos Brexit, proteste in Francia oltre all'ormai cronico problema dei bilanci italiani, problema che, questa volta, però, rischia di diventare anche più serio.

Italia

Le complicazioni arrivano dai numeri: il 2% (2,04% per la precisione) ultimo dato arrivato dalle trattative tra Conte e Bruxelles, sembra non essere sufficiente per l'Europa. Un problema di non secondaria importanza dal momento che, invece, sul fronte politico interno è un conto fin troppo salato per i due vicepremier che potrebbero trovarsi a dover rischiare la propria posizione. Con il risultato che la situazione con l'Europa non sarebbe sbloccata mentre si potrebbe arrivare, estremizzando gli animi, anche a una crisi di governo.

Brexit

Le ultime dal Londra sottolineano un premier inglese che, paradossalmente, è riuscito a salvarsi dalla sfiducia proprio grazie alla situazione complessa e paralizzante della nazione. Un cambio al vertice adesso, infatti, avrebbe letteralmente messo la parola fine a qualsiasi possibilità di gestire la transazione in maniera vantaggiosa per l'Europa. Nel mercato delle contrattazioni interne al partito, perciò, Theresa May ha pensato di offrire in cambio della vittoria nel voto di sfiducia, il suo ritiro alle prossime elezioni.

Ma se la May è al sicuro per un po' di tempo (contro di lei adesso non possono essere presentate mozioni peri prossimi 12 mesi), non lo è la Brexit. Entro il 21 gennaio Londra deve ufficializzare la sua posizione verso il divorzio dall'Unione, il che presuppone che il voto che dovrebbe approvare o bocciare il testo già chiuso e firmato dai ministri Ue (e secondo loro non rinegoziabile) dovrà essere votato prima del 21 gennaio 2019. Ma l'approvazione da parte dei rappresentanti del parlamento di Westmister è ancora lontana.