Di solito si cerca di evitare di darsi degli stupidi. Il successo editoriale di collane come For Dummies, Made Simple, For The Perplexed, dimostra però che il bisogno di semplicità e chiarezza è più forte dell’orgoglio. Al punto che, sulla scia della For Dummies, è presente in America ormai da due decenni anche la Complete Idiot’s Guide, anch’essa con un catalogo molto ricco che spazia agilmente dal calcolo infinitesimale ai tarocchi.

Spesso la qualità di queste pubblicazioni è buona, talvolta anche eccellente e non sempre la lettura è così agevole come si potrebbe pensare. Il fatto che il libro sia apparentemente rivolto a stupidi o completi idioti aiuta però a togliere il blocco mentale che assale di fronte a un tomo dall’aspetto severo e inespugnabile.

Anche di fronte all’ansiogeno problema di come investire in questa fine decennio è possibile dare una versione for dummies e una straordinariamente complicata. Suggeriamo di seguire la versione semplice nelle scelte concrete di portafoglio e di consultare di tanto in tanto il corso superiore per capire i limiti della versione semplice e organizzare la gestione del rischio.

I tempi nuovi, nella vulgata, sono straordinariamente favorevoli all’investimento azionario e moderatamente favorevoli all’obbligazionario. Nei tempi antichi c’era una simmetria nel comportamento della politica monetaria. Quando le cose andavano bene i tassi salivano gradualmente, quando andavano male scendevano. Questo dava un ritmo ciclico all’azionario, che saliva quando la crescita era più forte dei tassi in rialzo e che iniziava invece a scendere quando la crescita, che creava inflazione nel momento in cui le risorse inutilizzate cominciavano a esaurirsi, veniva bloccata dai colpi di freno sempre più decisi delle banche centrali.