Manca ancora molto tempo prima di arrivare alla scadenza del mandato del presidente della Repubblica Sergio Mattarella prevista per il febbraio 2022. Ma, si sa, i giochi e le manovre sono già iniziati. E, come sempre nella storia di questo paese, il gran ballo del Quirinale è uno dei riti più misteriosi. E' difficilmente pronosticabile ed è tra i più imprevedibili di tutta la politica italiana. Sulla carta, il bis di Sergio Mattarella sembra essere una soluzione solo sullo sfondo se la situazione dovesse "incartarsi". Una sorta di estrema ratio come è avvenuto per la rielezione di Giorgio Napolitano.

Il sistema di elezione del Presidente della Repubblica in Italia

Prima di parlare di nomi e schieramenti giova ricordare come viene eletto il presidente della Repubblica in Italia.

In base all'articolo 83 della Costituzione il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento in seduta comune dei suoi membri. All'elezione partecipano tre delegati per ogni Regione eletti dal Consiglio regionale in modo che sia assicurata la rappresentanza delle minoranze. La Valle d'Aosta ha un solo delegato.

L'elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell'assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta. L'articolo 84 afferma che può essere eletto Presidente della Repubblica ogni cittadino che abbia compiuto cinquanta anni d'età e goda dei diritti civili e politici. L'ufficio di Presidente della Repubblica è incompatibile con qualsiasi altra carica. Infine l'articolo 85 della Costituzione afferma che il Presidente della Repubblica è eletto per sette anni. Trenta giorni prima che scada il termine, il Presidente della Camera dei deputati convoca in seduta comune il Parlamento e i delegati regionali, per eleggere il nuovo Presidente della Repubblica.

Quirinale, il 2021 sarà un anno di fibrillazione 

Sperando che al più presto la pandemia e l'emergenza sanitaria di questo anno possano diventare un bruttissimo ricordo con il vaccino che consente di tornare a riprendere una vita diversa da quella attuale se non sarà possibile la precedente, ci saranno due tappe spartiacque nella politica italiana.

La prima saranno le elezioni amministrative di primavera che, Covid permettendo, porteranno al voto tutte le più grandi città italiane a partire da Roma. A luglio, poi, inizierà il cosiddetto semestre bianco, ovvero il periodo in base al quale il presidente Sergio Mattarella non potrà più sciogliere il Parlamento.

Movimento 5 Stelle e Partito Democratico verso il Quirinale

Il Movimento 5 Stelle che sta vivendo una lunga fase di transizione per quanto riguarda linea politica e leadership rimane comunque la principale forza in Parlamento.

Il Movimento dispone della maggioranza dei parlamentari al Senato e alla Camera e quindi voce in capitolo ne dovrà, per forza di cose, avere al momento dell'elezione del nuovo presidente. Da fonti pentastellate emergerebbe anche l'intenzione di eleggere per la prima volta nella storia una donna al Quirinale.

Ma chi potrebbe essere? Non ci sono certezze su quale sarebbe la prima scelta per di più in un arcipelago ricco di posizioni molto diversificate come è il Movimento 5 Stelle adesso.

Non è un mistero invece che l'altra forza principale di governo attualmente, il Partito Democratico punti a mettere un proprio big sul Colle più elevato della politica italiana.

In casa "dem" i nomi che si fanno sono quelli del commissario europeo Paolo Gentiloni, del ministro della Cultura Dario Franceschini e del presidente del Parlamento Ue David Sassoli. Ma anche il primo segretario storico del Pd Walter Veltroni e l'ex presidente del Consiglio dei governi di centrosinistra Romano Prodi.

Difficile - anche se non del tutto da escludere che ci possa essere un appoggio compatto da parte dei deputati e senatori pentastellati - su uno di questi nomi. A quel punto in casa grillina se non si dovessero trovare accordi con il Pd o un nome condiviso addirittura col centrodestra potrebbe non essere inaccettabile tentare un Mattarella bis magari proprio sullo stile della rielezione di Napolitano. Ovvero quello di un mandato che terminerebbe  molto prima della fine naturale del settennato.

L'attivismo di Silvio Berlusconi per un ruolo in ottica Quirinale

In questa fase, a poco più di un anno dall'elezione del Presidente della Repubblica, tutte le fibrillazioni e gli spostamenti politici possono anche essere letti in ottica Quirinale. Molti osservatori leggono in questa direzione anche il parziale smarcamento, un mini distacco, che sta compiendo Silvio Berlusconi con la sua Forza Italia dai suoi due naturali alleati Matteo Salvini con la sua Lega e Giorgia Meloni al timone di un Fratelli d'Italia sempre più in ascesa nei sondaggi.

Berlusconi in questa fase avrebbe dato la sua disponibilità,  pur rimanendo all'opposizione, di avviare una sorta di dialogo su provvedimenti soprattutto di natura economica con il governo giallorosso.

Più che un vero e proprio ingresso al governo, Berlusconi in questa fase sembra essere interessato di più alla maggioranza presidenziale, ad avere un ruolo nell'elezione del presidente. E poi che ruolo. Ma andiamo con ordine.

Al Partito Democratico può fare comodo dialogare con Berlusconi?

Il Partito Democratico spinge per un allargamento pure della maggioranza di governo a Forza Italia con un duplice obiettivo. Il primo: provare a eleggere insieme a Forza Italia un nuovo presidente della Repubblica di fede europeista e non populista mettendo all'angolo Salvini e Meloni. Nei disegni dei piani alti del Nazareno ci sarebbe in primis quello di ottenere il posizionamento di Berlusconi su un uomo targato Pd.

Il secondo vantaggio che avrebbe il Partito Democratico, sarebbe dato dal garantire di fatto a Giuseppe Conte una navigazione più serena verso il 2023 con numeri più certi per il governo nei due rami del parlamento. Un modo anche per disinnescare le azioni di Matteo Renzi e di Italia Viva e dell'ala turbolenta che fa riferimento ad Alessandro Di Battista dentro al Movimento 5 Stelle.

Dopo le amministrative, a camere che non potranno più essere sciolte nel semestre bianco Forza Italia, in questo scenario, potrebbe anche fare qualche passo ulteriore.

Quirinale: e se Berlusconi corresse per se stesso?

Sembra essere anche da non escludere una cosa: Berlusconi potrebbe anche essere, in questa fase di riposizionamento, intenzionato a correre per se stesso. La sua ambizione di salire ed essere eletto al Quirinale potrebbe essere ancora viva. Qui però occorre parlare di numeri senza stordirsi con troppe cifre. Nessuno nella situazione attuale del Parlamento italiano dispone di numeri per potere imporre nomi ad altri.

Servirà un lungo lavoro di mediazioni. Pd e Movimento 5 Stelle, due principali partiti di governo, non hanno la maggioranza assoluta e necessitano almeno dei voti di Italia Viva. Le opposizioni di centrodestra allo stesso modo non riusciranno da sole a eleggere nessuno.

È chiaro che in un simile contesto avranno un ruolo chiave Silvio Berlusconi e Forza Italia e Matteo Renzi con Italia Viva.

Corsa al Quirinale, il cerino in mano a Matteo Renzi?

Alla luce dei numeri, sulla carta, Matteo Renzi potrebbe avere un ruolo determinante. Sarebbero due le possibilità per l'ex presidente del Consiglio. La prima cercare nell'ambito della maggioranza di Governo un nome che possa convincere Pd e Movimento 5 Stelle e eleggere un presidente sulla falsariga dell'attuale maggioranza di governo.

Oppure potrebbe fare saltare il banco e facendo valere un sentimento di rivalsa nei confronti del suo ex partito, il Pd, Renzi potrebbe sostenere clamorosamente addirittura le ambizioni di un Silvio Berlusconi che in questo caso non potrebbe non venire votato anche da Lega e Fratelli d'Italia. Sarebbe di certo un gesto dirompente nella politica italiana.

La sua elezione sarebbe uno choc che renderebbe difficile pensare a una prosecuzione della vita del governo di Giuseppe Conte. E Italia Viva potrebbe giocare un nuovo ruolo. Fantapolitica? Chissà.... Anche se è difficilissimo anche capire anche dove abdranno i voti del Gruppo Misto in cui sono presenti molti fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle.

Il pensierino di Giuseppe Conte e il candidato "esterno" Mario Draghi

Se la pandemia da coronavirus darà finalmente tregua e i vaccini faranno terminare questo incubo, il tema del Quirinale sarà uno di quelli che diverranno prioritari.

Tra tutti i nomi citati non se ne possono non aggiungere altri due. Uno sembra essere molto improbabile ma non è da escludere del tutto ovvero quello dell'attuale presidente del consiglio Giuseppe Conte. Difficile immaginare un premier che trasloca al Quirinale. E poi c'è da parlare di Mario Draghi. L'ex presidente della Banca centrale europea ed ex governatore della banca d'Italia viene chiamato in causa spesso nei momenti di difficoltà. Si era fatto pure il suo nome per un governo di unità Nazionale.

Ed è associato adesso anche per la carica di presidente della Repubblica, sarebbe quella sorta di candidato fuori dalla vita dei partiti che potrebbe attrarre consensi e voti in modo trasversale da destra e da sinistra. Si vedrà. Il gran ballo del Quirinale è appena iniziato.