Le azioni, che erano salite da meno di 2 dollari nel 2008 a più di $ 15 l'anno scorso, hanno poi spostato ad appena $ 9. Il problema, secondo quanto riferito da Jack Hough dalle pagine di Smart Money, è da ricercarsi nella crisi del mercato auto in Europa che ha portato a un crollo delle vendite, tanto da provocare, nell’ultimo trimestre una perdita di oltre 400 milioni di dollari (escluse le imposte) nel Vecchio continente, cosa che ha ridotto a 2 miliardi di dollari l’utile in patria.

I vertici aziendali hanno preferito definire la situazione come "più strutturale che congiunturale." Traduzione: Wall Street prevede utili a1,26 dollari per azione, da 1,51 dollari dello scorso anno. Eppure le vendite Ford negli Stati Uniti sono più del doppio di quelle europee, e ciò dovrebbe garantire un peso maggiore sui suoi risultati, anche perchè i dati diffusi martedì hanno mostrato un agosto particolarmente favorevole, il migliore da 5 anni a questa parte. Le vendite del marchio Ford della società sono aumentate del 13,1% rispetto all'anno precedente.

tutti dati potenzialmente favorevoli, ma a volte l’abbondanza può essere nociva. Sicuramente la Ford ha l'esperienza e la forza finanziaria per rispondere a una crisi in Europa, ma i suoi profitti potrebbero scomparire in caso di una recessione globale: è vero che le vendite dell’ultimo mese sono state particolarmente favorevoli, ma non bisogna dimenticare che l’auto è un investimento particolarmente durevole e che vede i suoi tempi allungarsi soprattutto in periodo di crisi quando, cioè, la sostituzione del veicolo è “frenata” dall’incertezza del reddito economico. e non dimentichiamo che sia in Europa che negli Usa la disoccupazione oscilla su livelli preoccupanti: 8% i disoccupati statunitensi, cifra che può arrivare al 15% se si considerano anche tutti quelli che possono vantare solo un lavoro part time, che non gli offre possibilità di investire in un’auto.