Jamie Stuttard, co-responsabile del team Global Macro di Robeco, spiega che dopo i nove episodi di rialzo dei tassi dal 2015, settimana scorsa la banca centrale USA ha infine operato un taglio nella misura di 25 punti base come “assicurazione” contro il rallentamento dell’economia globale. Una riduzione dei tassi solitamente produce una spinta nel breve termine, simile a un picco glicemico (sugar-rush) che si ha dopo aver bevuto una bevanda zuccherata. Come avviene con il picco glicemico, la storia suggerisce che l’effetto potrebbe avere vita breve. Nel 2001 e nel 2007, gli spread del credito sono bruscamente aumentati prima delle riduzioni dei tassi implementate dalla Fed in vista delle recessioni. Dopo la prima riduzione dei tassi da parte della Fed, gli spread del credito sono diminuiti per tre-sei settimane in entrambi i periodi, mentre gli indici azionari USA toccavano nuovi massimi storici, offrendo un breve margine di tempo per vendere in rialzo, prima che gli spread riprendessero il loro percorso ciclico.

Terminato il rally “glicemico”, gli spread del credito sono aumentati nel lungo termine in quasi tutti i periodi in cui la Fed ha ridotto i tassi. Si ricordano pochissime eccezioni, come nel 1995. Quindi, l’importante è distinguere tra un “orizzonte di trading”, generalmente della durata di 3-6 settimane, e un “orizzonte d’investimento” che dura attorno a 2-4 trimestri. Di seguito l’analisi della performance giornaliera prima e dopo la prima riduzione dei tassi della Fed in ciascun ciclo negli ultimi 23 anni, durante i quali la Fed ha avviato solamente tre episodi di allentamento monetario (1998, 2001 e 2007). Se andiamo ancora più indietro nel tempo e osserviamo un periodo di tre decenni, la Fed ha iniziato a ridurre i tassi in cinque occasioni: giugno 1989, luglio 1995, settembre 1998, gennaio 2001 e settembre 2007.