Gli annunci in rapida successione da parte di alcune case farmaceutiche dell'imminente arrivo del vaccino contro il Covid-19 hanno avuto l'effetto di riportare l'attenzione sulle possibilità di una veloce ripresa dell'economia nei prossimi mesi (con conseguenza la probabile ricomparsa anche dell'inflazione). 

Il ragionamento alla base di questi cambiamenti è semplice: con l'arrivo dei vaccini si vede la luce in fondo al tunnel e quindi l'economia globale, soffocata dai lockdown e dalle restrizioni, potrà riprendere il rimbalzo che si era già iniziato a vedere nel periodo tra la prima e la seconda ondata della pandemia. 

Certo, per quello che riguarda il breve termine le difficoltà sono ben lontane dall'essere superate, ma come è noto i mercati finanziari cercano di anticipare gli eventi, la speranza di un ritorno alla normalità è già sufficiente per innescare certe dinamiche di spostamento verso gli asset che potrebbero essere maggiormente favoriti dal ritorno alla crescita. 

Da un lato ci sono gli inviti alla prudenza, dall'altro però c'è anche la consapevolezza che in alcune aree del mondo, in particolare in Asia, l'economia ha già ripreso a crescere e che è necessario, in termini di posizionamento dei portafogli, non farsi trovare impreparati. 

Il presidente della Federal Reserve, ha affermato che la ripresa non è dietro l'angolo. Powell ha addirittura detto che ci sono significativi rischi per la velocità della rimbalzo, ovviamente facendo riferimento a quello Usa, legati nel medio periodo all'incremento dei casi di Covid-19. Il presidente della Fed teme che i prossimi mesi possano essere difficili per l'economia Usa nonostante i recenti progressi comunicati sul fronte dei vaccini. 

Cresce il Pil della Cina

In Cina però il Pil nel periodo luglio-settembre è cresciuto del 4,9% rispetto allo stesso trimestre del 2009, un bel balzo in avanti dopo la contrazione del 6,8% sperimentata nei primi mesi dell'anno. Il Fondo monetario internazionale si attende una crescita per il 2020 vicina al 2%, un bel risultato se si considera che la Cina sarà l'unico Paese in crescita dopo il coronavirus tra quelli economicamente rilevanti. 

E' possibile che per un certo periodo il mondo vada a due velocità, con i paesi che per primi sono usciti dall'emergenza Covid-19 in espansione al contrario di quelli che invece hanno ancora a che fare con lockdown e chiusure. L'investitore che voglia puntare sulla ripresa della Cina non deve però necessariamente scommettere su quel mercato azionario, potrebbe farlo anche puntando sulla crescita di alcune materie prime.

Una delle caratteristiche dell'economia cinese è infatti quella di essere affamata di materie prime, tra le altre anche di metalli industriali non ferrosi. Se in passato questo era vero lo è diventato anche di più adesso che il piano quinquennale lanciato dal governo punta molto sulle auto elettriche. 

La Cina punta sulle auto elettriche

Pechino vorrebbe infatti arrivare al 20% di veicoli elettrici venduti sul totale entro il 2025 e a convertire in elettrico tutto il trasporto pubblico entro il 2035.

Tra le materie prime che maggiormente possono essere influenzate da queste scelte ci sono sicuramente il rame e l'alluminio.

Aumentano le importazioni di rame e alluminio in Cina

A ottobre la Cina ha importato 618 mila tonnellate di rame per un totale da inizio anno di 5,6 milioni di tonnellate. La Cina da sola vale più della metà della domanda globale di rame e negli ultimi mesi le importazioni sono cresciute di più che nei 5 anni precedenti. Anche l'alluminio è stato oggetto di volumi elevati di domanda, nei primi 9 mesi dell'anno 766 mila tonnellate di alluminio primario, e 932 mila tonnellate di lega di alluminio (erano state 243 mila tonnellate nei primi 9 mesi del 2019).

I prezzi di questi metalli hanno ovviamente risentito dell'andamento della domanda. 

Prospettive per il prezzo del rame

Il prezzo del rame (Copper LME) è in crescita nel 2020 del 14% circa a fronte di un indice MSCI della borsa mondiale fermo all'8%, e la sua tendenza al rialzo non sembra ancora terminata, anche se i prezzi si stanno avvicinando ad una zona di resistenza molto significativa. Le quotazioni sono infatti ormai in vista del massimo del giugno 2018 a 7348 dollari. In caso di superamento di quei livelli verrebbe completato l'ampio doppio minimo, una delle tipiche figure di inversione dell'analisi tecnica, disegnato a partire dall'inizio del 2016. Oltre area 7348 diverrebbe credibile uno scenario di ritorno sui massimi del 2012 a 8765 dollari. 

Traducendo queste considerazioni sull'Etc Wisdomtree Copper (GB00B15KXQ89) una prima resistenza significativa si colloca a 25 dollari circa, oltre quei livelli sarebbe possibile il test del lato alto del doppio minimo disegnato dal 2016, posto a 26,30 circa, con target che si collocherebbe, alla superamento di tale ostacolo, a 32,30 dollari circa.

Prospettive per il prezzo dell'alluminio

Le quotazioni dell'alluminio (Alum LME) invece nel 2020 sono in rialzo del 9% circa, in linea con la variazione dell'indice della borsa mondiale MSCI World. In questo caso i prezzi hanno superato da poco una resistenza importante, posta a 1950 dollari circa, e sembrano diretti verso il prossimo ostacolo, quello dei 2100 dollari, 50% di ritracciamento del ribasso dal massimo dell'aprile del 2018. Sopra area 2100 atteso il test di 2250 almeno. Solo discese nuovamente al di sotto di area 1900 metterebbero in discussione lo scenario rialzista. 

Nel caso dell'Etc Wisdomtree Aluminium (GB00B15KXN58) la prossima resistenza è a 2,55 circa, sopra quella target fino a 2,70 dollari almeno. Sarebbero discese al di sotto di area 2,30 a fare temere il termine del rialzo.

(Alessandro Magagnoli)