L'evento chiave del mese di luglio è stato sicuramente quello del 21 luglio, giorno in cui i leader dell’Unione hanno trovato l’accordo sul pacchetto di aiuti meglio noto come “Next Generation EU” o “Recovery Fund”, per finanziare la ripresa economica dei Paesi più colpiti dalla pandemia “Covid-19”.

Recovery Fund: ecco cosa prevede l'accordo del 21 luglio

Come spiegato dagli analisti di Marzotto Investment House, il pacchetto completo metterà a disposizione 750 miliardi di euro, in aggiunta al budget settennale (2021-2027) europeo da 1.074 miliardi di euro e, per la prima volta vedrà la commissione europea reperire direttamente sul mercato tali capitali attraverso un piano di emissione obbligazionaria che verrà meglio definita nel consiglio autunnale.

L’accordo trovato alle 5:31 del mattino dell’ultimo giorno a disposizione, arrivato a seguito di una “maratona” di trattative orchestrate saggiamente dalla Cancelliera tedesca Angela Merkel e da Charles Michel, Presidente del Consiglio Europeo, che hanno dovuto mediare le richieste opposte dei Frugal 4 e dei Paesi periferici.

Recovery Fund: ecco il passaggio più complicato

Come ben noto il superamento delle rigidità dei “Frugal 4” ovvero Svezia, Austria, Finlandia e soprattutto Olanda è stato il passaggio più complicato.

I Paesi frugali sono riusciti ad ottenere un taglio dei finanziamenti a fondo perduto dai 500 miliardi di euro previsti dalla bozza franco-tedesca ai definitivi 390 miliardi di euro, a scapito degli aiuti diretti ai Paesi più colpiti (Italia e Spagna su tutti) ed all’abbassamento del “Just Transition Fund” che prevede incentivi a fondo perduto per la decarbonizzazione del vecchio continente che, ricorda Marzotto Investment House, ha l’obiettivo di diventare il primo continente ad emissioni neutre entro il 2050.

Il computo finale rimane resta invariato a 750 miliardi di euro, ma la composizione varia dai precedenti 500 miliardi a fondo perduto e 250 miliardi in prestiti, all’attuale composizione di 390 miliardi a fondo perduto e 360 miliardi in prestiti.

Recovery Fund: Marzotto spiega perchè è così importante

Secondo gli analisti di Marzotto Investment House, l’accordo, seppur sostanzialmente compresso, è un traguardo di primissima importanza considerando che finalmente l’Unione Europea disporrà di fondi propri, di un principio di tassazione federale (Plastic tax) e di un trasferimento di risorse da Paesi più resilienti a Paesi più in difficoltà.

Questo passaggio è quanto di più vicino al programma Hamiltoniano che ridisegnò gli Stati Uniti d’America, nonostante il raggiungimento sia storico, non è detto tuttavia che sia permanente e quindi potrebbe rimanere un “Una tantum” legato alla pandemia.

Rutte, il funambolico primo ministro olandese, aveva proposto addirittura un veto sugli aiuti per monitorare ossessivamente l’utilizzo delle risorse.

Al contrario, si è invece optato per dare potere ad una maggioranza relativa che ogni 3 mesi potrà esprimere un giudizio sull’utilizzo degli stanziamenti e nella peggiore delle ipotesi bloccare i trasferimenti.

La seconda vittoria dei Frugali riguarda i “rebates” che fondamentalmente sono degli “sconti” alle contribuzioni annuali al budget europeo.

Queste sono le modifiche più importanti al già noto piano presentato dalla Commissione Europea a fine maggio che viene tutto sommato lasciato invariato quantomeno negli obiettivi.

Recovery Fund: 2 i temi su cui punta l'Europa

I temi principali sui quali l’Europa vuole spingere restano praticamente invariati e si riducono principalmente a due piuttosto ridondanti: Digitale e Green.

Gli esperti di Marzotto Investment House non fanno mistero del fatto che l’intenzione dell’Unione Europea di raggiungere l’obiettivo di emissioni neutre entro il 2050 è piuttosto ambizioso, considerando che tra i 27 Paesi ci sono molte differenze sul piano dell’ecosostenibilità con i Paesi del Nord Europa in chiaro vantaggio.

Dal punto di vista digitale le differenze non sono così chiare e ci sono realtà più frammentate.

Di certo l’Italia mostra delle debolezze nella propria pubblica amministrazione per quanto riguarda i servizi digitali e proprio in tal senso sicuramente gioverà di un forte ammodernamento della propria macchina burocratica.

La questione riforme è quella politicamente più delicata, evidentemente il Consiglio europeo ha convenuto che il controllo e l’oversight sull’utilizzo degli stanziamenti sia piuttosto cruciale e proprio al fine di ottenere i propri scopi ha deciso che una maggioranza relativa del 35% possa dirottare tutti i fondi con cadenza trimestrale.

Visto il peso in tutti i termini, la Germania avrà tendenzialmente una sorta di golden share sulle decisioni finali e gli analisti di Marzotto si aspettano una scia di polemiche lungo tutto il corso del programma.

Asset italiani protetti con il Recovery Fund

Questa accelerazione verso gli Stati Uniti d’Europa mette comunque sotto protezione gli asset italiani, pertanto gli analisti di Marzotto Investment House si aspettano un cambio di direzione degli investitori istituzionali che avevano abbandonato, quantomeno i più conservativi, l’idea di investire in Italia.

La reazione delle principali asset class all'accordo sul Recovery Fund è stata piuttosto frammentaria, con i titoli obbligazionari periferici che hanno visto rendimenti in picchiata, forti di una rinnovata spinta verso l’unione e la mutualizzazione.

I titoli azionari sono stati leggermente penalizzati, mentre il movimento più deciso è stato quello valutario con l’euro in forte ripresa ai danni del dollaro e della sterlina.

Anche i principali due metalli preziosi, Oro e Argento, hanno reagito con un apprezzamento dovuto anche all’indebolimento del dollaro.

Recovery Fund: l'euro è il vincitore della settimana

Proprio l’euro sembra essere il principale vincitore della settimana anche grazie all’indebolimento dovuto dalle nuove tensioni sull’asse Usa-China.

Questo trend potrebbe continuare visto il rinnovato interesse verso la valuta europea e il rafforzamento della struttura politica che sostiene la moneta unica.

Questo nuovo framework europeo infatti dovrebbe fornire un ulteriore protezione dalle possibili scissioni interne e dalle tensioni politiche.