Grazie al Recovery Fund arriveranno in Italia 100 miliardi a fondo perduto. Dovremmo ringraziare Angela Merkel ed Emmanuel Macron, che con questa mossa a sorpresa hanno messo Germania e Francia alla testa dell'Europa. I due leader politici hanno proposto un piano di recupero da 500 miliardi per dare la possibilità ai paesi più colpiti dal coronavirus dell'Unione Europea di tirare su la testa ed uscire una volta per tutte dalla crisi economica indotta dall'epidemia.

La Merkel e Macron, dopo settimane di incertezze e dibattiti, sono arrivati ad una profonda riflessione sulle strategie per poter uscire dall'emergenza in cui siamo sprofondati a causa del Covid 19. Sono stati i due leader a lanciare l'idea alla Commissione Europea, e in questi giorni si sono impegnati a costruire un non semplice consenso intorno al Recovery fund, ossia il famoso fondo per la ripresa sul quale il presidente Ursula von der Leyen presenterà la propria proposta la prossima settimana.

Recovery fund: la diplomazia di Merkel e Macron

Senza dubbio il documento franco-tedesco è il compromesso tra le varie posizioni in essere tra i Paesi dell'Europa meridionale, con Francia ed Italia in testa, e quelli del Nord Europa, che hanno avuto sempre un atteggiamento più rigoso sotto il profilo fiscale, e dei quali la Germania è capofila. E senza dubbio la dote in possesso del fondo, 500 miliardi, è evidentemente inferiore rispetto alla richiesta effettuata dai paesi dell'Europa meridionale, che chiedevano uno stanziamento di almeno 1.000 miliardi. Il meccanismo proposto dalla Merkel e da Macron prevede che queste sovvenzioni siano a fondo perduto, un fatto che non ha certo reso felici i paesi del nord.

A voler semplificare di molto quanto sta accadendo, questo significa che Francia e Germania stanno proponendo un fondo da 500 miliardi per i paesi più colpiti dalla crisi economica. La copertura avverrà attraverdo l'emissione di bond comunitari, che dovranno essere rimborsati da tutti e 27 i Stati membri a scadenza.

E fin qui siamo alle mosse messe in atto da Francia e Germania. L'Italia in tutto questo si aspetta che le venga messo a disposizione un parte consistente degli aiuti preventivati dal Recovery fund: parliamo di un'ipotesi pari a 100 miliardi di euro. A questa cifra aveva fatto riferimento Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia, nel corso di un'audizione in Parlamento ai primi di maggio. Gualtieri aveva accennato a qualcosa come 200 miliardi di risorse in arrivo dall'Unione Europea, prendendo in considerazione tutto il ventaglio degli aiuti possibili, compreso il Mes.

Secondo Gualtieri l'Italia potrebbe avvalersi del Sure per circa 20 miliardi per gli ammortizzatori sociali. La linea di credito della Bei sarebbe in grado di garantire quasi 40 miliardi di finanziamenti per l’Italia. A tali cifre va aggiunto l’eventuale uso del Mes e poi il Recovery fund.

Gualtieri ha poi affermato: Dipenderà dalle dimensioni, ma sono fiducioso che almeno un altro centinaio di miliardi di risorse potrebbero essere utilizzate per il nostro Paese.

Recuvery fund: un aiuto a fondo perduto

Sono stati la Merkel e Marcon a spiegare la logicità del Recovery fund. Anche perché è importante sottolineare che ci troviamo davanti a risorse molto importanti, e che soprattutto non devono essere considerati dei prestiti. Sono aiuti a fondo perduto: questo significa che le risorse che i vari paesi riceveranno non dovranno essere restituite, ma saranno rimborsati dagli Stati membri nel loro complesso, citando le parole di Emmanuel Macron. Da lato suo Angela Merkel ha voluto sottolineare che il denaro arriverà dal bilancio dell'Unione Europea, non sarà un prestito. Ma soprattutto sarà messo a disposizione a diposizione delle regioni e dei settori più colpiti dalla pandemia.

Sicuramente il nuovo piano franto-tedesco introduce una novità di non poco valore: viene introdotta una nuova forma di debito comune. La Commissione europea sarebbe infatti autorizzata a finanziare il Fondo per la ripresa prendendo il denaro a prestito sui mercati per nome e per conto dell'Unione Europea. Quello che piacerà molto ai paesi più intransigenti è il fatto che viene specificato che gli aiuti saranno calibrati su un chiaro impegno degli Stati membri ad applicare politiche economiche sane e un’ambiziosa agenda di riforme.

In altre parole possiamo dire che è una soluzione a metà strada tra tutte le esigenze e che tiene conto di tutti i punti di vista. Per il momento Von der Leyen riesce ad incassare un importante assist franco-tedesco, che andrebbe nella direzione della proposta su cui sta lavorando la Commissione. Sarà necessario, comunque, tenere conto anche delle opinioni di tutti gli altri Stati membri, oltre che del Parlamento europeo.

Recuvery fund: l'opinione dell'Italia

In tutto questo l'Italia può ritenersi soddisfatta. Parrebbe di sì: Palazzo Chigi ritiene che che la proposta possa costituire un buon punto di partenza. Il Governo  ritiene che che il documento sia ancora da ampliare, ma che comunque sarebbe frutto di un lavoro congiunto con altri partner europei, tra i quali ci sarebbe stata anche l'Italia. Alcuni inflessibili hanno comunque espresso la loro opinione: tra questi c'è l'Austria, che ritiene che il sostegno dell'Ue debba concretizzarsi in prestiti non in aiuti. Questo significa che nei prossimi giorni ci sarà ancora molto da discutere, a partire dall’Ecofin, dove le posizioni appaiono ancora distanti sull’ampiezza e la composizione del fondo per la ripresa.

Bruno Le Maire, Ministro francese all'Economia, ritiene che ci possano essere delle discusisoni difficili. Secondo La Maire l’accordo franco-tedesco è decisivo, ma occorre cambiare la posizione di altri Stati in particolare di Austria, Danimarca, Svezia e Olanda: sarà una partita difficile, non bisogna nasconderselo.