Nel fine settimana è giunta la notizia della firma del Regional Comprehensive Economic Partnership (Recp), accordo globale di scambi commerciali cui partecipano 15 Paesi: i dieci membri dell'Association of Southeast Asian Nations (Asean, ovvero Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Thailandia e Vietnam) oltre ad Australia, Cina, Corea del Sud, Giappone e Nuova Zelanda. Cina, Giappone e Corea sono rispettivamente la prima, la seconda e la quarta economia a livello regionale. 

Si tratta della maggiore intesa mai raggiunta al mondo, visto che riguarderà 2,2 miliardi di persone per 26.200 miliardi di dollari di Pil. L'accordo ha la finalità di ridurre gradualmente i dazi, per poi eliminarli fino al 90%, che vengono pagati dalle economie che compongono il blocco. La Rcep punta inoltre a stabilire regole comuni per l'e-commerce e la proprietà intellettuale.

Rapporti tra Usa e Cina ancora condizionati da Trump

Si rafforza il ruolo di Pechino che grazie al Recp si propone come campione della globalizzazione e della cooperazione multilaterale. Duro colpo invece per gli Usa e, soprattutto, per le politiche protezionistiche di Donald Trump, che nel 2017 aveva deciso di uscire dal Trans-Pacific Partnership (Tpp) di fatto affondandolo. Ora la palla passa al successore Joe Biden: dovrà decidere se proseguire con il muro-contro-muro di Trump o aprire una nuova stagione di collaborazione globale.

Intanto Xi Jinping si è congratulato con Biden per la vittoria elettorale senza attendere, come si era pensato avrebbe fatto in un primo momento, l'andamento dei ricorsi presentati dai legali di Donald Trump. Da non dimenticare che Trump resta comunque in carica come presidente per altri due mesi e che Pechino deve quindi muoversi con cautela in questa fase di transizione. 

Vento di ripresa per le economie dell'Asia

La firma del Recp viene in un momento di ripresa per le economie dell'area, come dimostrano in dati macro usciti nelle ultime ore.

Sul fronte macroeconomico, il Pil del Giappone è rimbalzato del 21,4% annuo nel terzo trimestre 2020, dopo il crollo del 28,8% del secondo e sopra alla crescita del 18,9% del consensus di Reuters. Su base sequenziale l'economia nipponica ha segnato invece un'espansione del 5,0% contro la precedente flessione dell'8,2% e l'incremento del 4,4% atteso dagli economisti. In entrambi i casi si tratta della performance migliore dal 1980, quando si iniziò a elaborare l'attuale statistica.

In ottobre la produzione industriale è salita in Cina del 6,9% annuo, come in settembre e contro il progresso del 6,5% del consensus del Wall Street Journal. Nei primi 10 mesi dell'anno la produzione è cresciuta dell'1,8% su base annua, come da attese, in miglioramento dal +1,2% registrato a settembre per i primi 9 mesi dell'anno.

Le vendite al dettaglio sono cresciute a ottobre su base annua del 4,3% (+12,5% le vendite di automobili), migliore risultato da inizio anno (precedente +3,3%) anche se inferiore alle attese del +5%. Il dato cumulativo per i primi 10 mesi vede un calo del 5,9% dal -7,2% dei primi 9 mesi. Comunicato anche il tasso di disoccupazione di ottobre, sceso dal 5,4% al 5,3%.

Gli investimenti in asset fissi in Cina (esclusi quelli relativi al settore rurale) sono cresciuti dell'1,8% su base annua nel periodo da gennaio a ottobre, meglio del +1,6% atteso del +0,8% del periodo da gennaio a settembre.

Il dato sulla raffinazione di petrolio, salita in Cina del 2,6% al record storico di 14,1 milioni di barili giornalieri dai 13,96 milioni di settembre conferma la ripresa dell'economia cinese, ripresa che si evidenzia anche dall'andamento dei prezzi delle materie prime: i future sul rame a Shangai toccano i massimi dalla metà del 2018 mentre le quotazioni dell'alluminio sono ai massimi da tre anni.

Rallenta invece la crescita dei prezzi delle case in Cina, cresciuti su base annua a ottobre del 4,3% dal +4,7% del mese di settembre.

Borse Cina e Corea da comprare ancora

Le borse dei maggiori paesi coinvolti nell'accordo sono andate molto bene lunedì e potrebbero anche continuare a farlo nel prossimo futuro, fornendo delle interessanti opportunità di investimento anche al risparmiatore nostrano.

Shanghai Composite e Shanghai Shenzhen Csi 300 alla fine hanno fatto segnare lunedì rialzi dell’1,11% a 3.346,97 punti e dello 0,97% a 4.904,17 punti rispettivamente, contro il progresso dello 0,93% dello Shenzhen Composite a 2,289.82 punti. Bene anche Hong Kong: l’Hang Seng guadagna infatti lo 0,86% a 26.381,67 (+0,32% a 10.578,94 per l’Hang Seng China Enterprises Index, sottoindice di riferimento nell’ex colonia britannica). Netto incremento dell’1,97% per il Kospi di Seoul a 2.543,03 punti mentre a Sydney è stato dell’1,23% il rialzo dell’S&P/ASX 200, la cui sessione è però terminata a 6.484,30 punti dopo appena un paio d’ore a causa di un guasto tecnico.

Gli indici con la migliore impostazione grafica, sui quali può essere interessante scommettere attraverso strumenti collegati, come ad esempio gli Etf, sono il SSE Shanghai Composite e il Kospi di Seoul. 

L'SSE Composite Index è un indice di tutti i titoli di classe A (denominati in renminbi) e di classe B (denominati in valuta estera), che sono negoziati alla Borsa di Shenzhen. Tra i titoli più rappresentativi compaiono Kweichow Moutai Co, PetroChina, Industrial & Commercial Bank, Agriculture Bank of China, Bank of China, e China Merchants Bank.

Il Korea Composite Stock Price Index, o Kospi, è composto da circa 880 titoli, i più pesanti in termini di capitalizzazione sono Samsung Electronics, SK Hynix, LG Chem, Naver, Samsung Biologics, Celltrion, Hyundai Motor, Samsung SDI, Kakao.

Per inviare un segnale di forza l'SSE Composite dovrebbe salire oltre i 3400 punti, in quel caso diverrebbe possibile un allungo almeno fino in area 4000. Gli investimenti in questo strumento diverrebbero meno allettanti al di sotto dei 3250 punti.

Per quello che riguarda il Kospi il livello da superare perchè l'indice si confermi allettante è quello dei 2550 punti, in quel caso diverrebbe probabile il ritorno sui record del 2018 a 2607 punti.

(Alessandro Magagnoli)