Il reddito di cittadinanza è balzato nuovamente agli onori della cronaca in queste ultime giornate ed è stato oggetto di attacchi molto duri anche dal fronte politico, ma non solo.

Proprio a pochi giorni dalla fine del beneficio per quanti lo hanno ricevuto sin dall'inizio, ossia da aprile 2019, proprio sul reddito di cittadinanza c'è stato un duro scontro che si è consumato su più fronti.

Reddito di cittadinanza sotto attacco: scontro Boeri-Tridico

Uno è stato quello che ha visto protagonisti Tito Boeri, ex presidente dell'Inps, e Pasquale Tridico, attuale numero uno dell'ente previdenziale.

La scorsa settimana l'economista della Bocconi ha dichiarato che "all'Inps che chi sostiene che la metà dei percettori del reddito di cittadinanza siano degli evasori".

Dura la replica del presidente Tridico che ha accusato il suo predecessore di fare chiacchiere da bar e di dire castronerie.

Il numero uno dell'Inps ha inoltre aggiunto che i controlli sui redditi non deve farli l'ente da lui guidato, ma la Guardia di Finanza e l'Agenzia delle Entrate.

Reddito di cittadinanza: Bonaccini, chi lo riceve deve alzarsi dal divano

Quello di Boeri e Tridico non è stato l'unico scontro sul reddito di cittadinanza in questi giorni, visto su un altro fronte si è assistito ad una lite verbale tra Stefano Bonaccini e Fabrizio Barca.

Il primo, presidente della Regione Emilia Romagna, ha ribadito ancora una volta la sua scarsa simpatia per il reddito di cittadinanza, dichiarando che "a una persona che non lavora posso pure dare per un certo periodo un assegno perché è nella disperazione, ma è il lavoro che dà dignità, non quell'assegno".

Bonaccini ritiene che sia compito della politica far alzare dal divano i beneficiari del sussidio voluto dal Movimento 5 Stelle, "farli uscire di casa e farli andare a lavorare".

Reddito di cittadinanza: Barca risponde indignato a Bonaccini

Immediata la replica dell'economista Fabrizio Barca che sui social ha risposto così a Bonaccini: "Vergogna per le sue parole. Per la sua caparbia convinzione che "Sei povero? Colpa tua" "Non lavori? Colpa tua". E osa dirlo con un 10% di Italiani senza risparmi per chiudere il mese. E un meno 8 per cento di caduta occupazione giovani Vergogna!"

Reddito di cittadinanza: per la Meloni è sbagliato. Ecco perchè

Ad alimentare la polemica sul reddito di cittadinanza in questi giorni ha contribuito anche la triste vicenda legata all'assassinio di Willy Monteiro Duarte.

La notizia incriminata è quella relativa al sussidio indebitamente percepito dai familiari degli aggressori, accusati dell'omicidio di Willy.

Tanto è bastato per far partire duri attacchi da parte degli oppositori del reddito di cittadinanza, come il vicepresidente di Forza Italia, Antonio Tajani che ha detto: "Basta reddito di cittadinanza agli assassini".

Dure le parole di Giorgia Meloni che definisce sbagliato il sussidio così come è configurato, "perché uno Stato giusto non mette sullo stesso piano dell'assistenza chi può lavorare e chi no.

Non è normale uno Stato che dà 780 euro ad un energumeno palestrato di 35 anni che potrebbe andare a lavorare come faceva Will, e soli 280 euro ad un invalido civile totale".   

La leader di Fratelli d'Italia punta il dito contro la mancanza di controlli che non permette quindi di verificare se i percettori del reddito di cittadinanza si trovino avvero in una situazione di indigenza.

Reddito di cittadinanza non va abolito. Di Maio e Di Battista: più controlli

Gli attacchi al reddito di cittadinanza riportano così in primo piano lo spettro di una abolizione dello stesso che è stata del resto invocata da più parti già in passato.

Non si è fatta attendere la presa di posizione del Movimento 5 Stelle, intervenuto subito in difesa del sussidio di cui è stato paladino.

Il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha dichiarato nei giorni scorsi che vanno inaspriti i controlli, ma non aboliti gli strumenti.

Dello stesso sapore le dichiarazioni di Alessandro Di Battista, il quale in chiusura della campagna elettorale per le regionali in Puglia ha affermato nei giorni scorsi: "Non sopporto la comunicazione che si fa ogni volta che esce fuori qualcuno che truffa lo Stato con il reddito di cittadinanza.

Bisogna aumentare i controlli, ma rimane una misura fondamentale che ha aiutato migliaia di famiglie in difficoltà durante il lockdown".

A difendere senza mezzi termini il reddito di cittadinanza è anche il senatore pentastellato Gianluca Castaldi, che ha definito poco dignitosa la strumentalizzazione del sussidio con un evento di cronaca come quello relativo all'assassinio di Willy.  

A detta di Castaldi bisogna cercare sicuramente di aumentare i controlli da parte della Finanza, erogando il reddito di cittadinanza a chi ne ha diritto.