Il reddito di cittadinanza per un beneficiario su tre è giunto a scadenza proprio a settembre, quando di fatto è stato erogato l'ultimo pagamento mensile a coloro che ricevono il sussidio da aprile 2019.

In pratica, chi è stato tra i primi a beneficiare della misura tanto cara al Movimento 5 Stelle, a settembre ha raggiunto il diciottesimo mese che corrisponde alla durata massima.

Reddito di cittadinanza: chi deve fare domanda di rinnovo ora

Come spiegato dall'Inps nel messaggio n.3627 dell'8 ottobre 2020, il reddito di cittadinanza può essere rinnovato per altri 18 mesi, previa sospensione di un mese prima di ogni rinnovo.

In altre parole, se il sussidio è scaduto a settembre 2020, già nel corso di questo mese si può presentare la domanda di rinnovo, in modo da ricevere la prima ricarica già a novembre.

Da segnalare un'importante novità per quanti si apprestano a chiedere il reddito di cittadinanza per il periodo successivo alle prime 18 mensilità.

Secondo quanto previsto dall'articolo 4 del decreto legge 4/2019, "in caso di rinnovo del beneficio ai sensi dell’articolo 3, comma 6, deve essere accettata, a pena di decadenza dal beneficio, la prima offerta utile di lavoro congrua ai sensi del comma 9".

Reddito di cittadinanza: ecco quando lo perdi subito in caso di rinnovo 

E' questa la principale novità che interviene in caso di rinnovo del reddito di cittadinanza rispetto ai primi 12 mesi di fruizione dello stesso.

Uno dei motivi che determinano la decadenza dal sussidio è proprio relativa al rifiuto di un'offerta di lavoro, con delle importanti differente tra i primi 12 mesi e i successivi.

In caso di prima domanda, i componenti del nucleo familiare per poter mantenere il diritto al reddito di cittadinanza, devono accettare almeno una delle tre offerte di lavoro congrue.

Un requisito che diventa molto più stringente nel caso del rinnovo, visto che il beneficio si perderà all'istante se non si accetterà già la prima offerta di lavoro congrua.

Reddito di cittadinanza: offerta di lavoro congrua. Le differenze nel tempo

Anche in questo caso bisogna fare una distinzione tra i primi 12 mesi di fruizione del beneficio e i successivi.

Nei primi 12 mesi infatti è considerata congrua un'offerta di lavoro entro 100 chilometri di distanza dalla resistenza del beneficiario o comunque raggiungibile entro il limite massimo di 100 minuti con i mezzi pubblici.

Questa distanza sale a 250 chilometri una volta decorsi i 12 mesi di fruizione del reddito di cittadinanza nel caso di prima o seconda offerta.

Con la terza offerta invece viene mene il limite chilometrico e viene considerata congrua qualsiasi opzione, a prescindere dalla sua collocazione geografica sul territorio italiano. 

In caso di rinnovo invece, è definita congrua già la prima offerta di lavoro a prescindere dal luogo in cui è collocata sul territorio italiano, anche nel caso si tratti di prima offerta.
Come detto prima, la mancata accettazione della stessa comporterà l'immediata decadenza dal beneficio.

Reddito di cittadinanza: le eccezioni previste per l'offerta di lavoro congrua

Da segnalare solo due eccezioni che intervengono a modificare la norma generale in presenza di situazioni particolari.
Se nel nucleo familiare sono presenti persone con disabilità, la distanza non può eccedere i 100 chilometri dalla residenza del beneficiario sia per la terza offerta di lavoro che nel caso di rinnovo del beneficio.

Se nel nucleo familiare sono presenti figli minori, anche qualora i genitori siano legalmente separati, non operano le disposizioni previste in caso di rinnovo del beneficio.

Inoltre, negli altri casi, con esclusivo riferimento alla terza offerta, l’offerta è congrua se non eccede la distanza di duecentocinquanta chilometri dalla residenza del beneficiario.

Queste particolari deroghe operano solo nei primi ventiquattro mesi dall’inizio della fruizione del beneficio, anche in caso di rinnovo.