Esiste un rischio di morte in culla per il Reddito di Cittadinanza, il neonato provvedimento di sostegno al reddito fortemente voluto dall'ala M5S del governo Conte, ma su cui sembrano già incombere crescenti minacce dopo il risultato disastroso dei pentastellati e il trionfo di Matteo Salvini nel voto per il rinnovo del Parlamento europeo dello scorso 26 maggio?

Reddito di cittadinanza: pagamenti a rischio se cade il governo?

La domanda, che sarebbe suonata come un semplice e magari malevolo esercizio speculativo ancora fino a qualche settimana fa, quando dall'esecutivo gialloverde arrivavano rassicurazioni sulla tenuta del "contratto" di governo nonostante le continue fibrillazioni tra le due anime della maggioranza, sembra aver acquistato nel dopo-europee una ben diversa concretezza. E questo perché, come risulta chiaro dalle cronache delle ultime ore, la batosta elettorale a Luigi Di Maio ha aperto una profonda crisi nel Movimento 5 Stelle, dove una fronda interna preme per una rottura con la Lega, e ha di conseguenza riacceso il dibattito sulla possibile fine dell'esperienza mai ben digerita dell'esecutivo in coabitazione con il Carroccio.

Reddito di cittadinanza, il futuro delle card è incerto

Uno scenario, quest'ultimo, che aprirerebbe di fatto la strada del ritorno alle urne e alla possibilità che il Reddito di Cittadinanza perda così il suo principale sponsor in Parlamento, tenuto conto del notevole ridimensionamento dei consensi elettorali del M5S mostrato dal voto europeo. E che assume peraltro una notevole rilevanza sociale se si considera che, stando agli ultimi dati Inps, sono ormai circa 3 milioni gli italiani toccati dalle richieste del sussidio, molti dei quali in attesa proprio in questi giorni di vedersi accreditare sulle ormai note card gialle la seconda mensilità (o la prima, per i beneficiari della seconda finestra di aprile). Tutto insomma viene rimesso in discussione, e per più di una ragione.