Reddito di cittadinanza e pensioni 2020, misure per il contrasto alla povertà. Non tutti (forse) sanno che si tratta, di aiuti erogati per le famiglie e persone dai redditi minimi vicini al limite di povertà assoluta. Il reddito di cittadinanza rappresenta un supporto per i cittadini che non dispongono di mezzi reddituali adeguati ai fabbisogni quotidiani. Nello stesso tempo, dovrebbe invogliare il cittadino alla ricerca di un lavoro, seguendo dei corsi di formazione che dovrebbero essere messi in campo dai comuni e dai centri d’impiego. 

Devi sapere che, il reddito di cittadinanza è una misura promossa dal Movimento 5 Stelle, nata come strumento per riequilibrare la disgregazione del tessuto sociale. Una base di reddito per integrare e offrire condizioni dignitose di vita, garantendo ai cittadini una crescita sociale, culturale e lavorativa. Lo scopo della misura non è quello di finanziare il cittadino che resta a casa senza lavorare, ma nasce con un fine più elevato, come appunto, quello di accompagnare il cittadino verso il cammino dell’inclusione sociale e lavorativa. Ecco, perché non tutti possono accedere al beneficio, ma viene disciplinato da specifici requisiti ISEE e paletti. 

Tanti sono i quesiti sul reddito di cittadinanza e pensioni, quello che ci preme in particolar modo è capire come l’INPS porterà in diminuzione il beneficio fino al 20%, ossia come avviene praticamente la decurtazione della disponibilità della Carta Rdc. L’INPS in un recente messaggio ha, spiegato che dai prossimi mesi si attivano le clausole sulla decurtazione del sostegno, così come previsto dalla normativa. Ti starai chiedendo: Quando partono i tagli sul reddito di cittadinanza e pensioni? Cosa significa decurtazione del 20% sul beneficio? Come si calcola il taglio del 20%. Qual è la soglia massima di decurtazione? Perché l’INPS controlla quanto spende il cittadino? Vediamo insieme quando, si attiva la riduzione e come l’INPS procede all’erogazione o cessazione del beneficio.   

Reddito di cittadinanza e pensioni: decurtazione del 20% sul beneficio, le novità INPS

Il Decreto ministeriale del 2 marzo 2020, in materia di fruizione del beneficio economico per il reddito di cittadinanza è stato reso attuativo con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 30 giugno 2020. Si tratta, di una misura, attualmente in vigore e presente nel Dl 4/2019. In pratica la misura prevede che dall’importo della somma erogata venga decurtato il 20%, ossia presume un taglio sulla somma non utilizzata. 

L’INPS con il messaggio pubblicato il 28 luglio 2020 n. 2975, spiega che la riduzione del taglio dell’assegno per il reddito di cittadinanza e le pensioni, può avvenire in due modi ben distinti tra loro. 

Si parla, infatti, di decurtazione mensile che può arrivare a toccare la soglia del 20%, quando si verificano diverse circostanze, tra cui:

  • quando il beneficio economico non viene consumato nel mese successivo al periodo di erogazione;
  • nei casi in cui non viene prelevato dai beneficiari della Carta Rdc, nel mese successivo all’accredito (escluso in caso di arretrati).

Discorso diverso avviene per la decurtazione semestrale, ossia la riduzione ogni sei mesi del contributo. In questo caso, la normativa prevede che venga tagliata dalla disponibilità delle risorse presenti sulla Carta RdC, l’importo che corrisponde alla somma non spesa. Un importo che risulti non prelevato durante l’arco semestrale. Anche in questo caso sono presenti delle eccezioni e riguardano gli arretrati versati durante il semestre.

Reddito di cittadinanza e pensioni: quando partono i primi tagli sul beneficio?

Molto probabilmente, la riduzione del beneficio, ossia la decurtazione del 20% parte dal mese di settembre, ossia il mese successivo alla convalida del Decreto. 

Se l’erogazione del beneficio è cessata da 6 mesi, l’INPS non tiene conto di nessun residuo e, procede con la disattivazione della Carta RdC. Nel caso in cui vi sia una rimanenza, viene persa. 

Poste italiane provvede a trasmettere all’INPS tutti i dati inerenti il beneficio, partendo dal saldo, codice fiscale, identificativo relativi all’ultimo giorno del mese di luglio. Dopo, i controlli l’Istituto opera con le decurtazioni mensili per il mese di settembre.  

Reddito di cittadinanza e pensioni: Perché l’INPS controlla quanto spende il cittadino?  

L’INPS prima di eseguire i tagli mensili esegue una serie di verifiche che portano a controllare l’importo speso effettivamente dal beneficiario del reddito di cittadinanza e pensioni nel mese di pertinenza. Si tratta, di un semplice confronto sui dati disponibili sulla Carta Rdc. In pratica, l’INPS verifica una serie di elementi, tra cui:

  • il saldo disponibile sulla Carta Rdc alla fine del mese, in particolare, un controllo che viene eseguito l’ultimo giorno della cadenza del mese;
  • considera l’importo al netto degli arretrati durante il semestre;
  • verifica l’importo erogato mensilmente.

Se il valore del saldo è maggiore dell’importo delle pensioni e reddito di cittadinanza cosa succede? In questo caso, l’INPS provvede a ridurre dal sussidio la differenza dell’importo non utilizzato. In sostanza, si tratta, di una procedura di taglio operata dall’Istituto, prima dell’erogazione dell’importo del beneficio nel mese successivo.  In poche parole, l’INPS riduce la disponibilità della Carta Rdc fino all’importo considerato di “differenza”. 

Reddito di cittadinanza e pensioni: come si calcola il taglio del 20% sul beneficio? 

INPS ha chiarito nel messaggio n. 2975 le modalità con cui opera le decurtazioni sia su base mensile che semestrale.  Per dare un’idea di come eseguirà il calcolo dei tagli l’Istituto, vi proponiamo un semplice esempio, quale:

Consideriamo che l’ultimo giorno del mese di luglio, quindi, come giorno di riferimento prendiamo il giorno 31 luglio 2020. Se, risulta sulla Carta reddito di cittadinanza un saldo di 500 euro, ma l’importo del sostegno economico che viene accreditato sulla carta è di 400 euro. Significa che risulta una differenza, di valore di 100 euro prodotta tra il saldo di 500 euro e il beneficio accreditato di 400 euro. Di conseguenza, l’INPS   effettuerà una decurtazione del 20% sulla quota non spesa, ossia un taglio pari a 20 euro sul beneficio che sarà poi accreditato il mese successivo. Un’operazione che porta in diminuzione il sostegno economico del 20%.  

Reddito di cittadinanza e pensioni: qual è la soglia massima su cui può operare l’INPS?

L’INPS, in ogni caso, non può operare tagli senza tener conto delle soglie massime. In particolare, la normativa prevede che la decurtazione del beneficio possa avvenire solo nel rispetto dei seguenti limiti, quali:

  • la soglia massima dell’importo ridotto mensilmente dal sussidio (non speso), non può risultare essere maggiore del 20%;
  • nel caso di un importo che risulti non superare la soglia minima del 20%, l’Istituto non può operare alcun taglio. Non avviene alcuna decurtazione sulla disponibilità della Carta Rca, se la differenza non spesa è minima, ossia pari a 8 euro.