Manca ormai davvero poco perché entri a regime il provvedimento bandiera del M5S, il Reddito di Cittadinanza. I tempi sono davvero strettissimi (le domande online potranno partire dal 6 marzo, una volta superato lo scoglio della conversione in legge del cosiddetto "decretone") e le cifre in ballo sono a tanti zeri: circa 6 miliardi di euro, destinati a una platea di beneficiari stimati dall'Ufficio Parlamentare di Bilancio in circa 1,3 milioni di nuclei familiari, per un totale di circa 3,6 milioni di persone. Chi vuole beneficiarne dovrà però fare attenzione ad avere tutte le carte in regola, perché la nuova misura contiene anche severe sanzioni, revoche e persino il carcere per chi tenti di ricevere il beneficio senza averne i requisiti.

Reddito di cittadinanza: carcere fino a sei anni per i furbi

“In fase attuativa saremo molto vigili contro i furbi che pensano di poter abusare di questa misura. Abbiamo previsto il carcere fino a 6 anni per chi fornisce dati falsi o continua a lavorare in nero. Mi sembra una pena sufficiente a scoraggiare qualsiasi furbetto”,

aveva già dichiarato a metà del gennaio scorso il presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, presentando la nuova misura.

Reddito di cittadinanza: i paletti del decreto

E infatti il decreto legge n. 4/2019 che disciplina il Reddito di Cittadinanza, pubblicato nella "Gazzetta Ufficiale" del 28 gennaio 2019, n. 23 ed entrato in vigore a partire dal 29 gennaio scorso, contiene, oltre ai requisiti per ottenerlo, anche una lunga serie di paletti stringenti per evitare che il sistema porti ad abusi, dirottando così risorse destinate all'inclusione sociale sociale verso chi non ne ha diritto.