Reddito di cittadinanza, tagli in vista secondo Pasquale Tridico, presidente Inps, già al centro di notevoli polemiche per l'aumento del suo compenso in tempi di crisi nazionale. Viviamo giorni di fermento, con nuove misure di contenimento che rimescolano il paese tra regioni, provincie e comuni. Nel caos attuale arrivano anche le parole di Tridico a creare malumore ed instabilità.

Sembra infatti che ci sia la proposta, al vaglio dagli organi di governo, di tagliare l'importo del reddito di cittadinanza per aumentarne i beneficiari. Ma tutto questo può risultare davvero utile al paese? O è solo un modo trasversale per far arrivare il messaggio che i soldi stanno finendo e presto il sussidio verrà cessato?

E' di molti la convinzione che questa manovra sia solo l'ultima spiaggia del presidente Inps. Fermo nell'intento di difendere la sua creatura, il reddito di cittadinanza appunto, da lui ideata e sostenuta, in un  momento in cui i soldi scarseggiano e prima di chiudere i battenti per i percettori del reddito di cittadinanza sta provando a diminuire il flusso per ampliare la platea. Vediamo allora di cosa si tratta e quali conseguenze dobbiamo aspettarci.

Un breve video per riassumere velocemente la situazione:

Reddito di cittadinanza 2020: la proposta dell'Inps

Il reddito di cittadinanza è un incentivo introdotto con decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. Consiste in una misura di  di contrasto alla povertà. E' un sostegno economico finalizzato al reinserimento nel mondo del lavoro e all’inclusione sociale.

Qualora tutti i componenti del nucleo familiare abbiano età pari o superiore a 67 anni, oppure se nel nucleo familiare sono presenti anche persone di età inferiore a 67 anni in condizione di disabilità grave o non autosufficienza, assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza (PdC).

L'importo mensile del reddito di cittadinanza è composto da due quote. La prima è un'integrazione del reddito familiare mentre la seconda è un contributo per un eventuale affitto o mutuo, sulla base delle informazioni rilevabili dall’ ISEE e dal modello di domanda.

Una volta chiarito cos'è e quanto spetta, vediamo quali sono le intenzioni dell'Inps per il futuro. Come dichiarato, ma non ancora ufficializzato, da Tridico si vorrebbe procedere nei prossimi mesi ad un taglio consistente dell'assegno del reddito di cittadinanza.

Questo perché molte delle famiglie escluse sulla base dei requisiti attualmente in vigore, sarebbero invece in difficoltà economica e bisognose della sovvenzione mensile dello Stato. Come fare allora per includere anche questi nuclei familiari? Semplicemente diminuendo l'attuale importo a tutti ed ampliando la platea dei beneficiari.

Una misura elementare che lascia trasparire che i fondi per il reddito di cittadinanza sono al termine. Ma togliere una tale agevolazione farebbe piombare migliaia di persone nella povertà. Per ora non arrivano conferme ma neanche smentite. Si dovranno attendere gli esiti futuri della manovra finanziaria in corso.

Se si deciderà di provvedere ad un taglio dell'assegno del reddito di cittadinanza si registreranno notevoli difficoltà. Soprattutto in seno ai nuclei familiari con figli in età scolare . E' sicuramente vero che ampliare il numero dei percettori del reddito di cittadinanza, o della pensione di cittadinanza, darebbe invece ampio respiro a chi ora si trova in difficoltà.

Reddito di cittadinanza: a chi spetta

Il reddito di cittadinanza viene erogato ai nuclei familiari che, al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, risultano in possesso di determinati requisiti economici, di cittadinanza e di residenza.

Il reddito di cittadinanza decorre dal mese successivo a quello di presentazione della domanda ed è concesso per un periodo massimo di 18 mesi. Trascorsi i termini può essere rinnovato, previa sospensione di un mese, presentando la nuova domanda già a partire dal mese solare successivo a quello di erogazione della diciottesima mensilità.

Per la pensione di cittadinanza invece non è prevista alcuna sospensione, che si rinnova in automatico. Inoltre qualora il più giovane dei componenti il nucleo familiare compia il 67 anno di età, il reddito di cittadinanza si trasformerà automaticamente in pensione. Anche in questo caso non è richiesto l'invio di alcuna domanda o richiesta di trasformazione.

Il pagamento è erogato tramite una carta elettronica, che viene ricaricata mensilmente, si tratta della carta reddito di cittadinanza. Per usufruire dell'assegno mensile il soggetto percettore dovrà seguire un percorso di inserimento o reinserimento lavorativo.

I maggiorenni di età pari o inferiore ai 29 anni sono comunque convocati dai Centri per l'impiego per la definizione del Patto per il lavoro, anche nel caso il loro nucleo familiare abbia sottoscritto un Patto per l'inclusione sociale.

Reddito di cittadinanza: i requisiti

Per poter presentare domanda di reddito di cittadinanza, al momento dell'inoltro occorre avere dei requisiti sia economici che di cittadinanza e di residenza.

I requisiti di residenza e cittadinanza prevedono che il richiedente, non quindi il nucleo familiare, dovrà essere in una delle seguenti condizioni:

  • cittadino italiano o di un paese dell’Unione europea;
  • familiare di un cittadino italiano o dell’Unione europea titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • cittadino di paesi terzi in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o apolide in possesso di analogo permesso;
  • titolare di protezione internazionale.

La residenza italiana deve essere di  almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 continuativi. Inoltre il richiedente non dovrà essere sottoposto a misura cautelare personale.

Per i requisiti economici previsti per il reddito di cittadinanza, la situazione si complica. Vediamo nel dettaglio.

Il nucleo familiare deve possedere congiuntamente un ISEE ordinario o minorenni, inferiore ai 9.360€; patrimonio immobiliare in Italia o all'estero inferiore ai 30mila euro.

Il patrimonio mobiliare invece, dovrà essere inferiore ai 6mila euro se il nucleo familiare è composto da 1 singolo individuo. Inferiore agli 8mila euro per famiglie di 2 persone e meno di 10mila per nuclei con 3 o più componenti. La cifra aumenterà di mille euro per ogni figlio a partire dal terzo.

Ancora tra i requisiti per la richiesta del reddito di cittadinanza, il nucleo familiare beneficiario non dovrà avere autoveicoli immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la domanda. Oppure autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc o motoveicoli di cilindrata superiore a 250 cc. In entrambi i casi immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti la domanda. Esclusi gli autoveicoli per i quali è prevista una agevolazione fiscale in favore di persone con disabilità. 

Chi vuole usufruire del reddito di cittadinanza non dovrà possedere neanche navi e imbarcazioni da diporto.

Quanto dura e come si rinnova il reddito di cittadinanza

Come anticipato il reddito di cittadinanza ha durata di 18 mesi. Al termine dei quali se persistono le precedenti condizioni e requisiti, si può procedere con il rinnovo facendo trascorrere però un mese solare dall'ultima ricarica.

Ricordiamo che l'importo erogato mensilmente deve essere interamente speso nel mese di riferimento. Se così non avviene il mese successivo si procederà con un decurtamento fino al 20% della somma mensile.

L'Inps con il messaggio 8 ottobre 2020, n. 3627, ha chiarito i termini per procedere al rinnovo della domanda per il reddito di cittadinanza. 

È possibile presentare le domande di rinnovo del reddito di cittadinanza, così come le prime e le nuove domande, tramite i seguenti canali:

In caso di rinnovo del Reddito di Cittadinanza è previsto l’obbligo di accettare la prima offerta di lavoro congrua ricevuta, pena la decadenza dal beneficio.

Reddito di cittadinanza 2020

Il reddito di cittadinanza per chi ne ha usufruito a partire da Aprile 2019, scade a Settembre 2020 e in molti anche dopo aver presentato la domanda di rinnovo non hanno ricevuto la ricarica per il mese di novembre. Cosa succede quindi?

L'Inps ricorda che per continuare ad usufruire della misura economica rivolta ai nuclei familiari è necessario presentare una nuova dichiarazione ISEE reddito di cittadinanza 2020. 

Il mancato pagamento del mese di novembre, che è avvenuto il 5 del mese, può dipendere anche dai tempi di attesa fisiologici. Infatti se la domanda per il rinnovo è stata presentata prima di novembre, il pagamento arriverà a partire dal 27 novembre.

Mentre se la domanda viene inoltrata entro il 30 novembre l'elaborazione e i relativi pagamenti slittano al 15 dicembre. Entro tale data Poste Italiane provvederà al computo ed accredito delle somme, qualora spettanti, sulla card elettronica.

Si stima che per il 30% dei percettori di reddito di cittadinanza, la scadenza dei 18 mesi è prevista per il mese di novembre. In tal caso l'ultima rata della ricarica è stata ricevuta ad ottobre. Se non si è ancora provveduto ad inviare la nuova domanda di rinnovo, si dovrà procedere secondo le suddette direttive Inps, ricordando di presentare congiuntamente il nuovo ISEE.

Reddito di cittadinanza per il 2021

Alla luce di quanto annunciato dal presidente Inps, Tridico, il futuro del reddito di cittadinanza si può quanto meno definire incerto. Vedremo a breve cosa si deciderà, se procedere come suggerito al taglio drastico dell'assegno o se, tra un nuovo DPCM e l'altro, si troverà spazio anche per continuare a finanziare questa misura di sostegno alle famiglie più deboli economicamente.

Certo è che alla luce attuale con nuove chiusure, lavoro ridotto, cassa integrazione prolungata, mancata proroga Naspi e bonus Inps annullati, un eventuale decurtamento anche del reddito di emergenza metterebbe a dura prova moltissime famiglie che già faticano nel mantenere una decente qualità di vita.