Con il reddito di cittadinanza l'Italia si è dotata di uno strumento finalizzato ad aiutare gli ultimi ed i soggetti più vulnerabili, ma dal lancio della misura ci siamo accorti che solo una parte dei poveri stimati dall'Istat ha presentato domanda

I correttivi al reddito di cittadinanza, le criticità della fase 2

Questo è quanto, tra l'altro ha scritto Leonardo Becchetti su avvenire.it nell'indicare tre strade possibili al fine di apportare al reddito di cittadinanza dei correttivi. Ad oggi il reddito di cittadinanza, infatti, non è una misura efficace di accompagnamento al lavoro in quanto non basta un software per il risolvere il problema dell'occupazione. 

Al riguardo Leonardo Becchetti segnala non a caso come i percorsi per permettere alle persone povere di lavorare siano in genere lunghi e costosi in quanto spesso la povertà è associata non solo alla scarsità di competenze, ma anche a fallimenti relazionali ai quali si possono aggiungere in certi casi pure le dipendenze, il disagio psichico ed i problemi di autostima.