Di giorno, incassavano lauti guadagni andando in giro con gli "spaccaossa" a sfregiare poveri disgraziati, disposti a farsi fratturare braccia e gambe pur di racimolare pochi spiccioli di un ricco giro di truffe alle assicurazioni da loro orchestrato. Di sera, tornavano dalle mogli con in tasca la card del Reddito di Cittadinanza, che ricevevano regolarmente ogni mese nonostante abitassero in lussuose ville con piscina. 

Reddito di cittadinanza ai boss: truffa agghiacciante a Palermo

E' l'agghiacciante dettaglio emerso oggi da un'indagine della Squadra Mobile di Palermo, che sotto il coordinamento dei magistrati della Dda ha fatto luce sulla nuova e fitta rete degli interessi mafiosi nel quartiere Brancaccio del capoluogo siciliano, compreso l'inedito interessamento di Cosa Nostra per le frodi assicurative accanto ad attività più tradizionalmente mafiose come droga e rapine.

Reddito di cittadinanza: mafiosi e spaccaossa con in tasca card Rdc

Come spiegato stamane in una conferenza stampa dal questore Renato Cortese, dal capo della Mobile Renato Ruperti e dal dirigente della Prima sezione, Gianfranco Minissale, l'operazione ha portato al fermo di nove persone, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, estorsione, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, autoriciclaggio, danneggiamento fraudolento di beni assicurati e altro. Ma, appunto, anche ad una segnalazione all'Inps e alla procura dopo che si è scoperto che cinque dei nove sospettati risultavano, oltre che componenti del sodalizio criminale, anche beneficiari del sussidio anti-povertà. Un retroscena tanto più sconvolgente tenuto conto delle condizioni tutt'altro che disagiate in cui le forze dell'ordine hanno trovato alcuni degli indagati.