Arriverà una sanzione molto particolare per i percettori del reddito di cittadinanza: o lavori in Comune o perdi il sussidio. Speriamo che questa nuova iniziativa serva a far capire, ai fannulloni di turno, che l'assegno che stanno ricevendo ogni mese è un semplice accompagnamento per rientrare nel mondo del lavoro, non uno stipendio per starsene a dormire sul divano tutto il giorno.

Ma spieghiamo meglio cosa sta accadendo: quanti stanno continuando a percepire il reddito di cittadinanza e da perfetti scansafatiche non hanno alcune intenzione di cercarsi un nuovo lavoro, e decidano di non partecipare ai lavori di pubblica utilità perderanno il sostegno economico. Ma sopratutto non potranno più presentare la domanda per i successivi 18 mesi. Finalmente arriva un punzione esemplare per quanti non hanno ancora capito a cosa serva in realtà il reddito di cittadinanza: a reinserire le persone nel mondo del lavoro, non ad erogare un sussidio di disoccupazione. O a mantenere in eterno dei parassiti che vivono alle spalle di chi lavora tutti i giorni e con le proprie tasse permette l'erogazione del reddito di cittadinanza.

Reddito di cittadinanza: i lavori socialmente utili!

Di giorno in giorno crescono i Comuni che procedono ad avviare dei progetti socialmente utili, per poter impiegare quanti stiano percependo il reddito di cittadinanza e che abbiano sottoscritto il Patto per il Lavoro presso il Centro per l'Impiego. Queste iniziative, che hanno il duplice vantaggio di impiegare da un lato i disoccupati e far svolgere dei lavori utili per la collettività, vengono avviati in virtù degli accordi stabiliti nella Conferenza Unificata del 17 ottobre 2019.

E' importante ricordare che la normativa obbliga quanti stiano percependo il reddito di cittadinanza a lavorare gratis per i Comuni. Sono obbligati a rendersi disponibili per un monte ore pari ad 8 ogni settimana. Nel caso in cui qualche percettore dell'Rdc decidesse di non rispettare questo obbligo scatta immediatamente la stessa sanzione che è prevista per quanti si rifiutino di rilasciare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità e si rifiutino di firmare il Patto per il Lavoro. Il reddito di cittadinanza decade immediatamente e non se ne potrà fare un nuova richiesta per i successivi 18 mesi.

Da settembre dovremmo aspettarci, senza dubbio, un aumento dei progetti utili per la collettività. E se il numero dei fannulloni non diminuirà, senza dubbio registreremo anche un incremento delle persone a cui il reddito di cittadinanza verrà tolto ed ai quali non sarà più erogato. Per fortuna!

Reddito di cittadinanza: i lavori che si devono fare!

Se una persona percepisce il reddito di cittadinanza è obbligato a lavorare gratis per il Comune? Sì, la risposta è senza dubbio affermativa. A prevederlo è il comma 5, articolo 4, del Decreto 4/2019 che descrive nel dettaglio quali siano gli obblighi dei beneficiari del sussidio. Devono aver sottoscritto il Patto per il Lavoro o per l'Inclusione sociale e hanno l'obbligo di mettersi a disposizione del Comune per svolgere il proprio lavoro nei progetti utili per la collettività.

Ovviamente i lavori di pubblica utilità per i quali si può essere chiamati devono essere necessariamente coerenti con il profilo professionale del percettore del reddito di cittadinanza. Devono essere coerenti con le compentenze che questa persona ha acquisito, ai suoi interessi e alle propensioni che siano emerse nel corso del colloquio tenuto presso il Centro per l'Impiego. In estrema sintesi il progetto di pubblica utilità deve essere il linea con il profilo del beneficiario, così come deve essere congrua l'offerta di lavoro. Entrando nel dettaglio possono essere offerti dei lavori di pubblica utilità all'interno dei seguenti ambiti:

  • culturale;
  • sociale;
  • artistico;
  • ambientale;
  • formativo;
  • tutela dei beni comuni.

Sarà possibile partecipare unicamente ai progetti avviati dal Comune in cui si ha la residenza e solo e soltanto per un numero massimo di ore che sia compatibile con le altre attività svolte dal beneficiario. Non vi è quindi l'obbligo di svolgere otto ore ogni settimana, in quanto l'impegno deve essere calcolato in base alle occupazioni del percettore. Nel caso in cui si abbia un lavoro part time, ma si mantenga comunque lo status di disoccupato, le ore che si sarà obbligati a mettere a disposizione del proprio Comune saranno inferiori rispetto a quanti siano completamente inoccupati.

Reddito di cittadinanza: e se non lavori per il Comune?

Partecipare ai Progetti Utili per la collettivatà non porta alcun beneficiio economico. Non si ha diritto ad alcuna retribuzione. Quanti percepiscono il reddito di cittadinanza sono obbligati a perteciparvi per il solo fatto che ricevono un sussidio mensile. Chi dovesse rifiutarsi di partecipare al PUC, benché ne sia obbligato, deve sapere che andrà incontro ad una grave sanzione: perderà immediatamente il reddito di cittadinanza.

Dobbiamo quindi sottolineare che non ci sono giustificazioni che tengano: chi si rifiuta di parteciapere ai PUC si dovrà mettere il cuore in pace: verrà segnalato all'Inps, e non riceverà più il sussidio. Ma non basta: alla decadenza si agigunge un'altra importante penality. Per i successivi 18 mesi non potrà presentare una nuova domanda per il reddito di cittadinanza. Nel caso in cui in famiglia ci siano dei minorenni o dei disabili gravi, il tempo di attesa per una nuova domanda scende a 6 mesi.