Per i percettori di reddito di cittadinanza, durante la pandemia di coronavirus, c'è stato l'esonero dagli obblighi della cosiddetta fase 2, ma ora riparte l'obbligo di rispondere all'eventuale chiamata dei Comuni per i cosiddetti PUC che non sono altro che dei lavori/progetti utili alla collettività

Esonero fase 2 reddito di cittadinanza, obbligo di lavorare riparte dall'1 giugno 2020

In accordo con quanto è stato riportato dal sito nebrodinews.it, infatti, l'esonero dalla fase 2 del reddito di cittadinanza, in vigore dallo scorso 23 febbraio, è scaduto lo scorso 1 giugno del 2020.

Reddito di cittadinanza e lavoro, il doppio binario per i percettori del sussidio

Nel dettaglio, la fase 2 del reddito di cittadinanza scorre su un doppio binario, quello dei PUC che sono obbligatori per i percettori occupabili del sussidio, e quello che prevede di rispondere sempre presente alla chiamata dei Centri per l'Impiego per quel che riguarda la ricerca di un posto di lavoro.

Le polemiche sui percettori di reddito di cittadinanza ai tempi del coronavirus

Durante il periodo di picco della pandemia di coronavirus, tra l'altro, non sono mancate le polemiche sui percettori del reddito di cittadinanza che, per esempio, rispetto a coloro che dovevano percepire la cassa integrazione, sono diventati dei privilegiati grazie ai pagamenti puntuali dell'Inps considerando il fatto che trattasi di una misura collaudata e consolidata da oltre un anno

E così si era pensato di impiegare i percettori di reddito di cittadinanza occupabili a lavorare nei campi, ma poi non se n'è fatto più nulla. Ora però il periodo di moratoria della fase 2 del reddito di cittadinanza è finito, e quindi i percettori del sussidio non potranno più limitarsi mensilmente solo a ricevere la ricarica sulla carta Postepay.