Finita in Italia l'emergenza coronavirus, si spera il più presto possibile, il reddito di cittadinanza resisterà al duro test della recessione economia e della necessità di andare a ricostruire ed a rilanciare l'intero Paese? La domanda è d'obbligo visto che, tra l'altro, l'Italia dal punto di vista sanitario, anche in forza ai pesanti tagli del passato, si è fatta trovare impreparata all'epidemia Covid-19 al Nord, ed in particolare il Lombardia, con un numero di posti in terapia intensiva insufficienti. 

Reddito di cittadinanza, spostare le risorse alla sanità italiana?

Perché allora non spostare risorse e stanziamenti per il reddito di cittadinanza alla sanità italiana? A proporlo, su liberoquotidiano.it, è Fausto Carioti in virtù del fatto che, post emergenza coronavirus, non sarà la sospensione del Patto di Stabilità a risolvere i nostri problemi.

In altre parole, dopo la crisi sanitaria la ricostruzione passerà anche da misure impopolari come la razionalizzazione delle risorse su misure come il reddito di cittadinanza, da rivedere se proprio non si vuole cancellare, in quanto ci sarà un bisogno disperato di sostenere le imprese ed i consumi.

Addio al reddito di cittadinanza insieme alla fine del Governo M5S?

L'autore su liberoquotidiano.it, pur tuttavia, associa la possibile caduta del reddito di cittadinanza alla fine del Governo in carica, e quindi dei 5 Stelle che rappresentano a livello politico quel baluardo che tiene ancora a galla, tra l'altro, pure la quota 100 sulle pensioni.

Pagamento marzo 2020 reddito di cittadinanza in arrivo

Quel che in ogni caso è certo, ad oggi, è che i pagamenti del reddito di cittadinanza continueranno ad essere regolari a partire dalla mensilità del corrente mese di marzo 2020, attesa per il giorno 27, e che la fase 2 della misura è sospesa fino a metà maggio. Il che significa che sono temporaneamente sospesi gli obblighi di presentazione presso i Centri per l'Impiego.