Per chi percepisce il reddito di cittadinanza non sono tutte rose e fiori in quanto da un lato è vero che a livello economico il sussidio permette alle famiglie di vivere con dignità, ma dall'altro ci sono degli obblighi di legge da rispettare al fine non incappare in penalizzazioni che, tra l'altro, possono portare pure alla decadenza dall'accesso al beneficio.

Fase 2 del reddito di cittadinanza, gli obblighi per i percettori del sussidio

Tra gli obblighi sul reddito di cittadinanza ci sono quelli relativi alla cosiddetta fase 2, ovverosia al rilancio occupazionale che porta i percettori, dopo aver siglato il cosiddetto patto di servizio, a dover non solo rispondere alle chiamate dei Centri per l'Impiego, ma anche ad accettare eventuali offerte di lavoro congrue.

Offerte di lavoro congrue per i percettori di reddito di cittadinanza, attenzione alla distanza

Per la fase 2, come peraltro riporta il sito notizieora.it, i percettori di reddito di cittadinanza potenzialmente più penalizzati sono tutti coloro che hanno chiesto ed ottenuto il sussidio all'inizio. E questo perché, trascorsi 12 mesi di pagamenti del reddito di cittadinanza, la distanza della prima offerta di lavoro congrua, rispetto al Comune di residenza del percettore occupabile, passa da un limite di 100 chilometri ad un limite di 250 chilometri.

Reddito di cittadinanza, decadenza alla terza offerta di lavoro congrua rifiutata

Il mantenimento o meno del reddito di cittadinanza è legato proprio all'accettazione o al rifiuto delle offerte di lavoro congrue proposte dai navigator dei Centri per l'Impiego non solo ai titolari della carta Postepay Rdc, ma a tutti i percettori occupabili all'interno del nucleo familiare. Alla terza offerta di lavoro congrua rifiutata si perde il diritto al reddito di cittadinanza.