Per tutto c'è un inizio ed una fine, ed a questo non sfugge nemmeno il reddito di cittadinanza visto che non trattasi di un vitalizio. Accolta la domanda, infatti, la prima mensilità del reddito di cittadinanza viene caricata su carta Postepay a partire dal mese successivo, ma poi bisogna mettere in conto il fatto che per i pagamenti ci sarà prima o poi lo stop.

Reddito di cittadinanza pagamenti fino a 36 mensilità, ecco come

Nel dettaglio, continuando a rispettare i requisiti per mantenere il sussidio, il reddito di cittadinanza ha una durata di 18 mesi. Dopo 18 mensilità, infatti, la domanda presentata ed accolta non sarà più valida per continuare a percepire l'Rdc. ma trascorso un mese dalla scadenza c'è la possibilità di presentare una nuova domanda e di poter percepire il reddito di cittadinanza per altri 18 mesi.

Sospensione e decadenza del reddito di cittadinanza, a cosa fare attenzione

Il reddito di cittadinanza, pur tuttavia, si può percepire anche per meno di 18 mesi quando scattano le cause di sospensione prima e di decadenza poi quando, per esempio, uno dei familiari occupabili viene pizzicato a lavorare in nero. Così come può scattare la perdita del reddito di cittadinanza quando si registrano variazioni all'interno del nucleo familiare, dalla composizione al reddito e passando per l'Isee, per il patrimonio mobiliare e per quello immobiliare. In pratica, in ragione di queste variazioni, l'Rdc si perde in quanto non si rispettano più tutti i requisiti richiesti per l'accesso al sussidio.

Ricarica Rdc sempre e solo con Isee in corso di validità

Per quel che riguarda invece le cause di sospensione del reddito di cittadinanza, quella comune è rappresentata dall'Isee scaduto. In tal caso l'Inps sospende le erogazioni e le ripristinerà solo dopo che la famiglia avrà aggiornato l'Isee presentando una nuova Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu).