La scala di equivalenza attualmente fissata per il reddito di cittadinanza è tale che, per pagamento pro-capite, penalizza i minori e le famiglie numerose. Questo è quanto, tra l'altro, ha messo in evidenza l'Alleanza contro la povertà in Italia nel chiedere sul reddito di cittadinanza degli interventi rafforzativi, riferisce adnkronos.com, dopo aver appreso i dati Istat aggiornati sul numero di persone, ben 4,6 milioni, che nel nostro Paese si trovano in condizione di povertà assoluta.

Reddito di cittadinanza da cambiare, dalla scala di equivalenza al requisito anagrafico

Un'altra criticità rilevata da Alleanza contro la povertà in Italia  sul reddito di cittadinanza, inoltre, riguarda il requisito anagrafico che, tra l'altro, taglia fuori dal sussidio i cittadini stranieri.

D'altronde su redditodicittadinanza.gov.it, il sito Internet ufficiale ed istituzionale, si legge che, tra i requisiti per poter chiedere ed ottenere il sussidio, c'è quello della maturazione in Italia di dieci anni di residenza, dei quali gli ultimi due consecutivamente.

Reddito e pensione di cittadinanza, i dati Inps e quelli dell'Istat a confronto

Proprio ieri l'Inps ha reso noto che attualmente 2,8 milioni di persone sono coinvolte nel percepire il reddito di cittadinanza e la pensione di cittadinanza. Si tratta di un numero rilevante, ma quello dell'Istat, pur tuttavia, ci dice che dai due sussidi c'è una platea di quasi 2 milioni di potenziali beneficiari che restano tagliati fuori.

Di conseguenza, specie dopo la pandemia di coronavirus, si consiglia a chi è in difficoltà economica, e per qualsiasi ragione non può presentare in proprio la domanda per la pensione di cittadinanza, per il reddito di cittadinanza o per altri sussidi come il reddito di emergenza, di recarsi presso un Centro di assistenza fiscale (Caf) o un patronato.