Il Reddito di cittadinanza e Quota 100, le due misure bandiera del primo governo Conte ora confermate anche dal nuovo esecutivo a maggioranza Pd-M5S, saranno la causa di un aumento della spesa pubblica in Italia a partire dal prossimo anno.

Reddito e Quota 100: due bombe a orologeria sul debito italiano

E' l'avvertimento lanciato oggi dalla Commissione Europea nelle sue previsioni economiche d'autunno, secondo cui l'introduzione del sussidio anti-povertà e del nuovo trattamento di pensione anticipata cominceranno solo dal 2020 a mostrare il loro costo annuale completo. Contribuendo peraltro a far gonfiare le uscite dello Stato in un contesto tutt'altro che incoraggiante per le condizioni economiche della Penisola.

Reddito di cittadinanza e Quota 100, aumentano debito e deficit

L'economia del Belpaese, segnala infatti Bruxelles, “non mostra ancora segnali di una ripresa significativa”. Ed è in questo un contesto di scarsa crescita del Pil - praticamente nulla quest'anno (0,1%) e anemica nel 2020 (0,4%) - che "nei prossimi anni aumenteranno deficit (al 2,3% nel 2020) e debito pubblico (dal 134,8% dello scorso anno al 137,4% nel 2021)": e aumenteranno sì per un verso a causa della “debole crescita economica". Ma dall'altro proprio anche "a seguito dell’aumento della spesa per Quota 100 e reddito di cittadinanza". 

Reddito di cittadinanza: fa aumentare i numeri della disoccupazione?

Più specificamente in relazione all'Rdc, finisce tra l'altro nel radar dei commissari europei anche un effetto per così dire collaterale dell'introduzione del beneficio sul mercato del lavoro. Pur mostrando una certa resilienza di fronte al recente rallentamento della crescita economica, annuncia la commissione, quest'ultimo mostra dagli ultimi dati un "deterioramento", e la contrazione della produttività lavorativa potrebbe adesso spingere le imprese a  “ridurre i posti di lavoro o a ricorrere a programmi di occupazione a breve termine”: su questo sfondo, appare poco probabile una riduzione del tasso di disoccupazione, considerato anche che "il nuovo regime di reddito minimo dovrebbe indurre progressivamente più persone a registrarsi ufficialmente come disoccupati”. Considerazioni che proprio in questi giorni erano tornate nel dibattito sull'efficacia del Reddito di Cittadinanza come via al reinserimento lavorativo.