Reddito di cittadinanza nel mirino del Fondo Monetario Internazionale, più conosciuto come Fmi, che nero su bianco presenta all'Italia la ricetta per uscire dalla crisi. E' necessario bilanciare il sostegno fiscale a breve termine, puntare sugli investimenti e dimenticarsi del reddito di cittadinanza. Sarebbero questi i punti base sui quali far ripartire l'economia italiana dopo la crisi del coronavirus. Gli ingredienti necessari per rimettere in moto un motore che si è spento e difficilmente si potrà riaccendere in fretta.

Reddito di cittadinanza: limiti e preoccupazioni

Proviamo a focalizzarci un attimo sul reddito di cittadinanza. La misura tanto voluta e tanto amata dal Movimento 5 Stelle sarebbe ritenuta troppo generosa dall'FMI. Nel rapporto del Fondo Monetario Internazionale si legge che questo regime di sostegno al reddito potrebbe essere migliorato riducendo la generosità del beneficio. In questo modo sarebbero anche ridotti i rischi di una dipendneza dal welfare, e si verrebbero a creare maggiori e migliori incentivi al lavoro. Un obiettivo che potrebbe essere raggiunto anche con dei controlli adeguati e mirati ed un'azione più efficiente per verificarne l'attuazione.

Sostanzialmente il reddito di cittadinanza è stato clamorosamente bocciato dall'Fmi, che lo ritiene uno strumento inutile. Ma non solo. Potrebbe essere anche gravoso. Invece sarebbe più importante e darebbe migliori frutti a lungo termine se si utilizzassero maggiori risorse per gli investimenti pubblici. Secondo l'Fmi, comunque, sarebbe opportuno fare delle nette distinzioni tra le economie di Germania e Paesi Bassi, che hanno ampio spazio di bilancio, e quelle che hanno meno manovra in termini di spesa, come Italia e Spagna. Nei primi due casi varrebbe la pena affrontare questo tipo di spesa, considerando che il valore che ne scaturirebbe potrebbe superare le passività sostenute visti i bassi tassi di interesse. In Italia ed in Spagna, invece, i Governi potrebbero reindirizzare i ricavi e le spese per aumentare gli investimenti.

Reddito di cittadinanza: quali sono le indicazioni dell'Fmi?

Nel documento reso pubblico l'Fmi mette in evidenza che alla fine del lockdown, la ripresa economica potrà arrivare dal miglioramento delle reti di sicurezza sociale e da un ampio sostegno fiscale. Questo, ovviamente, includerebbe anche gli investimenti pubblici nella sanità, nelle infrastrutture e in tutte quelle operazioni calibrate per ottenere un miglioramento climatico. E qui torna di nuovo in evidenza il problema del debito elevato, come nel caso dell'Italia, perché tutte queste operazioni dovranno bilanciare attentamente il sostegno fiscale a breve termine con la sostenibilità del debito a lungo termine.

L'Fmi ha anche voluto mettere l'accento sulle varie cornici normative. In alcuni paesi, come l'Italia (ma lo stesso discorso varrebbe anche per la Germania), dove le amministrazioni locali sono essenziali nell'esecuzione degli investimenti pubblici la loro capacità di limitare l'attuazione delle opere potrebbero emergere come ostacoli a ampi investimenti pubblici. In ogni caso la maggior parte dei paesi potrebbero accelerare il loro processo decisionale e rafforzare la capacità di esecuzione degli investimenti pubblici.

Sarà una semplice e pura coincidenza, ma Antonio Misiani, viceministro all'Economia, nel corso di un'intervista rilasciata al Corriere della Sera, parlando del reddito di emergenza ha dichiarato che la maggioranza è d’accordo su uno strumento per le famiglie che non hanno avuto accesso ad alcun aiuto mentre c’è discussione su come configurarlo magari con una misura transitoria, legata all’emergenza. Mentre per il reddito di cittadinanza la strada sarebbe quella di una riforma.

Reddito di cittadinanza: la riforma

Misiani parlando proprio del reddito di cittadinanza ha spiegato che in questo momento serve uno uno strumento più reattivo in quanto dovrebbe essere accresciuto il ruolo dei comuni, che sono capaci di intercettare più velocemente i bisogni. Ma non solo: vanno corrette alcune disfunzioni, come la scala di equivalenza che oggi penalizza le famiglie numerose, così come tutti quei fattori che scoraggiano i beneficiari dalla ricerca di un lavoro.

Misiani assicura anche che si stanno valutando sostegni a fondo perduto come interventi di ristoro di affitti e bollette e in relazione alla perdita di fatturato che potranno prendere forma di indennizzi cash o di parziale sconto delle tasse finora sospese. Sceglieremo il sistema più semplice e veloce. L’eccesso di burocrazia può uccidere l’economia.