Il reddito di cittadinanza, quello vero, si chiama reddito universale. Ed è una sorta di sussidio mensile incondizionato. Qualcosa del genere sta per prendere il via in Germania: 1.200 euro al mese verrà versato nelle tasche di 120 persone e succederà per tre anni.

Qui, il reddito di cittadinanza diventa un esperimento per studiare gli effetti che all'individuo può portare un sostegno fisso in grado di eliminare ogni incertezza di tipo economico primario. 

Reddito di cittadinanza universale: in Germania è in corso un esperimento

E' tutto vero. Milleduecento euro al mese per tre anni. Sempre. E chi lo desidera, potrà guadagnare anche denaro aggiuntivo, senza alcun limite. Tecnicamente è questo il reddito di cittadinanza, o altrimenti detto universale. Espressione che tuttavia, in Italia, è stata adottata per definire la misura voluta fortemente dal Movimento Cinque Stelle. Che, sempre tecnicamente, andrebbe definito reddito minimo garantito, erogato agli italiani e ai cittadini che soddisfano soltanto determinate condizioni.

 

L’importo di 1.200 euro mensili è stato determinato sulla base della soglia di povertà, per garantire il soddisfacimento dei bisogni primari e la partecipazione alla vita sociale. 

Reddito di cittadinanza universale: in Germania 1 milione di candidature in 3 giorni

Si diceva della Germania. E dell’esperimento che verrà lanciato, presumibilmente, nel 2021 e verrà condotto, come anticipato, per studiare gli effetti di questo particolare reddito di cittadinanza universale.

Il mese chiave dovrebbe essere quello di novembre, data entro cui i ricercatori si aspettavano l'arrivo di un milione di candidature. Cifra raggiunta in tre giorni, e non in tre mesi come era stato stimato.

Ricercatori e studiosi, per la precisione, dell'istituto  Diw Berlin, che selezioneranno, completamente a caso, ventimila candidati tra quelli che hanno fatto richiesta.

Da qui cominceranno colloqui e interviste per scremarne, dai 20.000 iniziali, fino a un numero pari a 1.500 candidati. Il target dell'esperimento del reddito di cittadinanza universale è questo. 

Reddito di cittadinanza universale: 1.200 € al mese per 3 anni

Centoventi persone tra questi 1.500 candidati riceveranno 1.200 euro al mese per tre anni come reddito di cittadinanza universale, i rimanenti 1.380 candidati no.

Tutti e 1.500 saranno tuttavia monitorati e studiati dai ricercatori, attraverso le risposte che ogni 6 mesi dovranno fornire attraverso un questionario obbligatorio. Inoltre saranno sottoposti a colloqui e interviste individuali a cadenza più o meno mensile, ma in maniera facoltativa. L’obiettivo? Valutare la loro condizione psicofisica con un sostegno economico fisso al mese.

Ma perché un progetto del genere? A cosa serve tutto questo? Da fuori sono in tanti a domandarselo, effettivamente. E' facile immaginare che gli effetti non possono che essere positivi, per queste centoventi persone che avranno uno stipendio fisso senza dover fare niente.

Chi c'è dietro questo esperimento tedesco e da chi è finanziato

Innanzitutto, i 1.200 euro mensili rappresentano la cifra appena superiore alla soglia di povertà del paese. Il cosiddetto gruppo di controllo, quello composto dalle 1.380 persone che non riceveranno il reddito di cittadinanza universale, sarà selezionato per rispecchiare nella maniera più fedele possibile le caratteristiche di chi, al contrario, quelli soldi li metterà in tasca.

La scienza li definisce: gemelli statistici, per comprendere quali saranno i cambiamenti nella vita del partecipante che riceverà il denaro, e capire se tali cambiamenti dipenderanno direttamente dall’aver incassato il reddito di cittadinanza, oppure no.

Il reddito di cittadinanza universale in Germania sarà sostenuto da donazioni di privati. Quanto è stato raccolto

Chi c’è dietro? Un’organizzazione no profit di Berlino, chiamata “Il mio reddito universale” (in tedesco mein Grundeinkommen). I fondi, o se volete, in maniera più grezza, i soldi che finiranno nelle tasche dei 120 fortunati, saranno stanziati da privati e lo studio verrà condotto dall’istituto tedesco per la ricerca economica, in collaborazione con ricercatori dell’università di Colonia e dell’Istituto Max Planck. Tali donazioni hanno già superato i 5 milioni di euro.

La tesi dei tedeschi: con un reddito fisso le persone hanno più tempo per investire su se stessi

La tesi sostenuta in questo esperimento è che eliminando l’incertezza economica di base, attraverso un sussidio (il reddito di cittadinanza, per l’appunto) fisso e incondizionato, si garantiscono i bisogni primari come nutrirsi e avere una casa, dando il tempo e l’opportunità delle persone di cercare un lavoro che piace, di investire sulla propria formazione o in progetti magari con un tasso di rischio più alto rispetto alla media, fino a ottenere un miglioramento netto della qualità della propria vita. 

E se il reddito di cittadinanza universale dovesse causare pigrizia e disoccupazione?

Ovviamente, a molti potrebbe sembrare banale che con una base economica certa, la qualità della vita migliora sensibilmente e automaticamente. La verità è che c'è un forte timore diffuso tra gli scienziati secondo cui il reddito di cittadinanza, inteso in questa maniera, possa causare solo grande pigrizia nei confronti di chi lo riceverebbe, creando di fatto una società con milioni di non lavoratori, o disoccupati. 

Una misura che però è altrettanto vero essere molto complicata da applicare in situazioni normali, poiché tale reddito di cittadinanza universale presenta costi massicci se applicati a livello statale.

Gli esperimenti in Finlandia e in Canada 

I due esperimenti fin qui realizzati in questo senso e più citati sul reddito di cittadinanza universale si sono svolti in Canada negli anni 70 e in Finlandia, nel 2017. Qui, per due anni, duemila disoccupati hanno ricevuto vent'anni fa 560 euro al mese. Un reddito che non aumentò né diminuì l'impegno dei finlandesi in questione nella ricerca di un lavoro, contribuendo tuttavia a ridurre sensibilmente ansia e incertezza.

I risultati dell'esperimento tenutosi in Canada cinquant'anni fa sono stati pubblicati solo nel 2008. I beneficiari del reddito, in questo caso, ebbero effetti positivi dal punto di vista della salute psicofisica.