Con il prossimo decreto del Governo sarà istituito a titolo transitorio il reddito di emergenza, ma per chiamarsi tale è chiaro che servirà un'erogazione sprint al fine di aiutare le famiglie in difficoltà economica, e questo sarà possibile in 4 mosse secondo quanto è riportato da Repubblica.it citando le proposte formulate dalle associazioni ForumDD e ASviS.

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Nel dettaglio le associazioni, prima di tutto, chiedono per l'erogazione del reddito di emergenza di far uso dello strumento dell'autocertificazione, e di rimandare la campagna di controlli in una seconda fase

No all'Isee per l'accesso al Rem, e incaricare l'Inps per chi già prende l'Rdc

In più, viene chiesta l'eliminazione dell'Isee come strumento di accesso al Rem, e di affidare all'Inps il calcolo del reddito di emergenza che, a titolo di integrazione al reddito, sarà riconosciuto, nel rispetto dei requisiti richiesti, a chi già percepisce il reddito di cittadinanza.

Dalla bozza del decreto in circolazione, invece, emergerebbe che per l'accesso al reddito di emergenza deve essere rispettato un limite Isee di 15 mila euro unitamente ad altri paletti che rischiano di appesantire l'iter e di generare lungaggini così come è avvenuto per il bonus 600 euro ai lavoratori autonomi ed alle partite Iva, e soprattutto per la cassa integrazione.

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Per i percettori di reddito di cittadinanza, inoltre, affidare l'erogazione del Rem all'Inps significherebbe ottenere l'integrazione in automatico. E questo perché l'Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale è a conoscenza degli importi mensili del reddito di cittadinanza caricati sulla Postepay di ogni beneficiario, e quindi pagare l'integrazione, se dovuta, sarebbe sostanzialmente un gioco da ragazzi con zero burocrazia e zero attese.