In data odierna, martedì 30 giugno del 2020, si sarebbero dovuti chiudere i termini relativi alla presentazione delle domande per il reddito di emergenza. Ed invece è arrivato un mese di proroga, il che significa che la partita con le domande di Rem si chiuderà il prossimo 31 luglio, dopodiché sarà possibile tracciare il bilancio e capire se la misura, varata dal Governo Conte 2 tra i sussidi anti Covid, sarà stata un successo oppure no.

Reddito di emergenza, il target dei 2 milioni di persone coinvolte è lontano

L'impressione è che, sebbene ancora ci sia tutto un mese per la presentazione delle istanze, il trend delle domande di reddito di emergenza sia largamente inferiore alle attese di coinvolgere complessivamente circa 2 milioni di persone. E' questa infatti la potenziale platea di beneficiari del reddito di emergenza stimata dal Governo italiano.

Tre motivi per cui il Rem rischia di essere un flop

Le criticità sul reddito di emergenza, con il conseguente rischio che la misura tra un mese possa essere bollata in tutto e per tutto come un flop, spaziano dalle difficoltà burocratiche alle incompatibilità, e passando per i requisiti di accesso che sono molto rigidi in accordo con quanto è stato riportato dal sito firstonline.info.

Gli ostacoli per l'accesso al reddito di emergenza, dalla Dsu valida al reddito familiare di aprile 2020

Nel dettaglio, il primo ostacolo nell'accesso al reddito di emergenza è rappresentato dalla Dichiarazione sostitutiva unica visto che tante istanze, da parte dell'Inps, sono state respinte proprio per l'assenza di una Dsu valida.

Un altro ostacolo è rappresentato dal vincolo del reddito familiare di aprile 2020 che, per accedere al sussidio, deve essere inferiore all'importo del reddito di emergenza spettante.