Reddito di emergenza: ormai è tutto pronto. Non bastano più i bonus, né le moratorie per i mutui. Non è sufficiente sospendere il pagamento delle tasse e dei tributi locali. E' necessario preparare qualcosa di più importante. E questo porta proprio il nome di reddito di emergenza.

A comunicarlo è il ministro del lavoro, Nuncia Catalfo, che nel corso di un'intervista rilasciata ad Unomattina, ha spiegato tutti i dettagli della nuova, ma già vecchia iniziativa. Il ministro ha spiegato che starebbe lavorando ad un reddito di emergenza per far arrivare redditi con procedura semplificata a tutte le famiglie in difficoltà. Sempre la Catalfo ha poi ricordato che sarebbero già stati stanziati 400 milioni per i comuni. Questa cifra dovrebbe servire ad affrontare l'emergenza alimentare dovuta al blocco delle attività decisa a causa del Coronavirus.

Reddito di emergenza: pronto entro aprile

Il reddito di emergenza non è l'unica iniziativa che il ministro starebbe preparando per aiutare gli Italiani in questa fase di estrema difficoltà. Nel decreto di aprile è previsto che venga rifinanziata anche la cassa integrazione, ma soprattutto di aalungarne la durata. Ricordiamo che al momento la cassa integrazione è prevista per nove settimane, e che grazie ad un accordo con l'associazione bancaria, i primi assegni dovrebbero essere disponibili sui conti dei lavoratori nel giro di un paio di settimane.

Ma in che cosa consiste il reddito di emergenza? Proviamo a dare una risposta. L'idea sarebbe quella di dare qualcosa come 800 euro al mese a tre milioni di cittadini invisibili. Ossia a quelle persone che, al momento, non hanno un bonus od un ammortizzatore sociale. E che, ovviamente, non hanno nemmeno uno stipendio. Per il reddito di emergenza, al momento, non ci sarebbe una strada in discesa: il Pd e il Tesoro vogliono paletti precisi, i renziani sono addirittura contrari, una fetta del movimento 5 stelle preme per allargare le maglie. 



Reddito di emergenza: non tutte le strade portano a Roma

Non sembra, comunque, che tutti si vogliano muovere nella stessa ed identica direzione. I tecnici del Tesoro, ad esempio, ritengono che sia necessario pensare ad una tutela. Si guarda al reddito di cittadinanza, il cui importo è mediamente intorno ai 500 euro, anche se può arrivare a 780 euro per chi non ha nulla in tasca. Ovviamente l'emergenza ed il reddito si focalizzano su quanti non hanno proprio nulla in tasca.

Quindi il reddito di emergenza sarà di 800 euro? L'ottica sarebbe quella di mettere in campo questa cifra per aprile e maggio. L'idea è quella di aiutare anche i lavoratori in nero, circa 3,5 milioni di persone, che in questo modo sarebbero aiutare. Ma come potrebbe arrivare il reddito di emergenza? Si potrebbe pensare ad un mini bonus da 400 euro. Ma soprattutto sarebbe temporano: il reddito di emergenza dovrebbe durare quanto dura l'emergenza. Il bonus sarà quindi valido solo fino a maggio. La logica è quella che ha ispirato le misure di marzo. L’estensione di una tutela a chi era rimasto escluso dal primo decreto economico è la chiusa del ragionamento. Non è da escludere una proroga, ma al momento è prematuro perché la questione viaggia appesa a quella più generale della durata del lockdown del Paese.