Azad Zangana, Senior European Economist & Strategist di Schroders, spiega che il Regno Unito ha ottenuto una seconda estensione della deadline stabilita dall’Articolo 50, evitando la Brexit ‘no-deal’ che si sarebbe verificata il 12 aprile. Ora il Paese avrà tempo fino al 31 ottobre per approvare il Withdrawal Agreement attuale, sebbene vi siano state delle divergenze tra gli Stati dell’UE su quanto a lungo concedere al Regno Unito di rimanere nell’Unione.

Nonostante il Primo Ministro Theresa May avesse formalmente richiesto un’estensione fino alla fine di giugno, la maggior parte dei leader dell’UE avrebbero preferito un rinvio più lungo e hanno spinto per un’estensione fino alla fine dell’anno o addirittura oltre.

Tuttavia, il Presidente francese Emmanuel Macron, secondo quanto riportato, ha espresso preoccupazione sulla possibilità che Londra interferisse con gli affari dell’Unione Europea, ad esempio votando contro l’approvazione del budget annuale. Macron avrebbe quindi spinto per un’estensione molto più ridotta.

Se lo stallo dovesse continuare, il Regno Unito dovrebbe partecipare alle elezioni parlamentari del 23 maggio - spiega Azad Zangana -. Theresa May continua a sperare che ciò possa essere evitato con la rettifica del Withdrawal Agreement prima del 22 maggio, che porterebbe ad una Brexit anticipata.

A giugno verranno esaminati i progressi sulla Brexit in UK e le possibili interferenze da parte di Londra negli affari dell’UE. Tuttavia, è probabile che questo passaggio servirà semplicemente a confermare una data anticipata per la Brexit se il Regno Unito avrà fatto abbastanza progressi. È improbabile che venga anticipata la nuova scadenza rigida del 31 ottobre o che vi siano sanzioni per comportamenti scorretti.