Reply, società di Consulenza, System Integration, Application Management e Business Process Outsourcing, ha toccato nella seduta odierna nuovi record a Piazza Affari. Il titolo è infatti salito fino a quota 97,20, dando continuità al rialzo messo a segno dai minimi di marzo.

Nell'ultimo semestre le quotazioni sono passate dai 43,30 euro del 19 marzo agli attuali livelli, un progresso superiore ai 120 punti percentuali che conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la grande affidabilità del titolo in Borsa. 

L’Osservazione del Grafico

Negli ultimi 10 anni il grafico del titolo appare in costante progresso ed ogni qualvolta il mercato ha provato a ridimensionarne le quotazioni abbiamo assistito ad una perentoria reazione capace di spingere i corsi verso nuovi record. Ed anche quest'anno la storia si è ripetuta, per di più in un periodo in cui le condizioni economiche si sono fatte improvvisamente difficili a causa della crisi da Coronavirus.

Il Primo Semestre 2020

Sono proprio i risultati pubblicati al termine del primo semestre 2020 a dimostrare come Reply sia stata praticamente immune alla crisi. Il fatturato è cresciuto del 7,2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, l'Ebitda è passato da 85,7 milioni di euro nel 2019 ai 90,2 del 2020, mentre l'Ebit è cresciuto da 67,6 milioni a 74,1. L'Utile ante imposte, infine, è salito del 7% circa passando da 70,2 milioni di euro del primo semestre 2019 a 75,1 milioni nel 2020.

La grande reattività del gruppo in un anno difficile come il 2020 e l'adattabilità ad i nuovi scenari sono alla base del successo di Reply e gli investitori hanno giustamente premiato il titolo tornando a comprarlo a mani basse.

Fino a dove può spingersi il rialzo di Reply?

Il rialzo degli ultimi giorni ha condotto in leggero ipercomprato gli oscillatori più veloci ma tale aspetto non appare per il momento preoccupante. La corsa può ancora proseguire ed il traguardo psicologico dei 100 euro è ormai prossimo. Oltre tale livello si potrà guardare all'obiettivo successivo ipotizzabile in area 110, raggiungibile entro la fine dell'anno nel caso in cui il titolo riuscisse a proseguire con una curva di crescita simile a quella degli ultimi mesi. 

Nel breve primi segnali di cedimento sotto 90 euro, ma sarebbe comunque la successiva violazione di quota 83 ad introdurre una correzione più estesa.