Jamie Stuttard, Head of Global Macro Fixed Income Team presso Robeco, spiega che dopo il mercato ribassista dell’ultimo anno, negli ultimi sei mesi il credito ha evidenziato un andamento laterale, il che rappresenta un risultato considerevole dato il rallentamento della crescita economica. Dallo scorso trimestre i mercati dei tassi sono interessati da una volatilità notevolmente maggiore rispetto al credito.

Purtroppo, altri segmenti della curva dei rendimenti statunitense si sono invertiti: storicamente, in cinque occasioni su sei, un’inversione della curva è stata seguita da una recessione nell’arco di due anni. Nel sesto caso abbiamo assistito ‘semplicemente’ a una crisi dei mercati emergenti (1998). In passato gli spread creditizi sono rimasti relativamente stabili anche per sei trimestri dopo un’inversione della curva, ma alla fine hanno sempre registrato un notevole ampliamento.

In questo ciclo la sequenza degli eventi potrebbe essere diversa, e gli sviluppi più rapidi; in passato, infatti, sono trascorsi in media 21 mesi tra l’inversione della curva e il taglio dei tassi della Fed, mentre questa volta la Fed ha iniziato a ridurre i tassi prima dell’inversione della curva - spiega Jamie Stuttard -. Più ottimisticamente, l’offerta di moneta è in aumento e di recente l’offerta di obbligazioni corporate ha raggiunto livelli record.  Ma gli sviluppi fondamentali a livello globale suggeriscono maggiore cautela, gli Stati Uniti erano soliti fare da traino all’economia mondiale, ma dal 2015 sembra essere vero il contrario, con la Cina come driver della crescita globale, questa volta al ribasso. La curva dei rendimenti e le tensioni commerciali globali, se la tendenza all’escalation continua, segnalano un’elevata probabilità di recessione in futuro.