Francesco Lomartire, responsabile di SPDR ETFs (State Street) per l’Italia, spiega che il giorno in cui la Federal Reserve ha annunciato il primo taglio dei tassi dal 2008, i finanziari statunitensi hanno sovraperformato l’indice S&P500 nonostante la presunta correlazione negativa tra tassi e margini bancari, per non parlare dell'impatto dell’appiattimento della curva dei rendimenti.

Questa reazione, insieme ai segnali di un arresto dei deflussi da parte dei principali investitori (in particolare dagli ETF del settore) e alla positiva stagione delle trimestrali appena conclusa, ci inducono ad essere fiduciosi sulle prospettive del settore nei prossimi mesi. Il comparto finanziario statunitense è uno dei settori su cui puntiamo per il terzo trimestre, come attestato nel nostro ultimo Sector Dashboard.

Risultati solidi

Circa il 90% dei titoli finanziari dell’S&P 500 ha già pubblicato i risultati del secondo trimestre, l'80% dei quali ha rappresentato una sorpresa positiva, con risultati che mediamente hanno battuto le attese del 4% - spiega Francesco Lomartire -. Questa solidità si è registrata in tutto il settore. La percentuale più alta di risultati superiori alle attese proviene da fornitori di servizi di pagamento, come MasterCard e Capital One, da provider di indici e dati, come S&P Global e da società del settore dei servizi finanziari, come Jefferies. Anche le banche, ovvero il più grande gruppo industriale, hanno battuto le attese, nonostante i timori precedenti legati all’impatto dell’appiattimento della curva dei rendimenti dei Treasury statunitensi sui tassi di interesse.