Dura, durissima la vita dei riders. E stavolta non parliamo delle loro condizioni di lavoro. Chiedete a Diyoko. Durante un normale turno, il 38enne originario del Gambia che pedala ed effettua consegne per Glovo, è stato costretto ad avere a che fare con un malintenzionato: voleva rubargli la bicicletta. Che poi è anche il suo principle strumento di lavoro.

Un ladro ha cercato di portargliela via. Ma non soltanto. Perché ha tirato fuori un coltello. Lo ha ferito. Poi anche un paio di forbici, con cui il malvivente ha cercato di tenere a distanza il rider per tentare la fuga. Ferito, al collo e alla testa, Diyoko è riuscito a fermarlo e a consegnarlo alla polizia.

Riders, la disavventura di Diyoko con Glovo

Un finale a lieto fine per un fiero rappresentante dei riders, i fattorini che consegnano pasti e non solo a domicilio a bordo di biciclette e motorini, tra i nuovi mestieri -e tra i più diffusi- che la nuova frontiera tecnologica ha generato (ci si muove e si ricevono ordini tramite App). 

E invece no. Nessun happy end per il rider di Glovo. Anzi. Il finale è tutto tranne che lieto. Perché l’imprevisto con il malvivente ha fatto saltare la consegna di cui si stava occupando. E l’algoritmo di Glovo che gestisce i riders, attraverso l’applicazione per le consegne a domicilio, non tiene ovviamente conto dei ladri che cercano di portar via ai ridere le biciclette.

Glovo, 10 punti in meno per aver mancato la consegna. Ma il rider ha dovuto sventare il furto della bici

Quindi, consegna mancata uguale dieci punti in meno nei parametri di efficienza necessari per aumentare le proprie possibilità di ricevere gli incarichi nelle ore di punta (pranzo, cena e nei weekend). Insomma, Diyoko, per aver salvato il proprio mezzo indispensabile per la sua attività e aver consegnato il ladro (armato) alla polizia, si ritrova adesso con meno lavoro. Anzi, probabilmente non verrà chiamato da Glovo per le prossime due settimane. Meno ordini, meno guadagni a fine mese, come se il periodo già non fosse complicato di suo, con l’emergenza sanitaria ancora in atto. 

La storia del rider prima di lavorare con Glovo 

Diyoko è nato in Gambia, vive a Torino. Ha due figli e 38 anni. Tutti i mesi spedisce alla famiglia quello che guadagna come rider e, intervistato da Repubblica, spiega di aver sempre avuto il massimo dei punti con Glovo, fino al giorno del tentato furto da parte del malvivente.

Insomma, tra i riders è sicuramente tra i più efficienti. O meglio, era tra i più efficienti, perché è l’algoritmo che comanda, spetta solo a esso determinare la bravura dei vari fattorini. “Il mio impegno per far arrestare un ladro mi ha penalizzato”. Nel suo paese di origine, Africa Nera, il rider ha fatto il militare, ed è fuggito causa guerra civile. Ed è in attesa di ricevere asilo politico, ma il suo permesso di soggiorno è quasi in scadenza.

Ecco perché il rider potrebbe perdere il lavoro con Glovo e dover lasciare l'Italia

La situazione non è delle migliori per Diyoko: l’episodio che l’ha visto protagonista a Torino potrebbe avere un risvolto negativo sulla sua permanenza in Italia, per quanto assurdo possa sembrare. L’altro pomeriggio il rider si trovava all’interno di un bar per ritirare una consegna da fare con Glovo. La bicicletta era appena fuori dal locale, appoggiata sul muro. Un istante e non c’era più. Dyoko è corso fuori, il malvivente, infilatosi nel primo portone accanto al bar, lo ha colpito al collo, da dietro, in un primo momento. Poi alla testa.

"Ti uccido se vai dai carabinieri"

“Ti uccido se vai dai carabinieri” gli ha detto. Non tutti i riders sono addestrati per queste situazioni. Lui, per sua fortuna, lo è. E così ha risposto con due pugni al volto, rendendolo inoffensivo, nonostante le ferite al collo e alla testa. Dyoko ha anche aggiunto, durante l’intervista, che avrebbe fatto in modo di consegnare l’uomo alla polizia anche se non fosse stato lui la vittima. Perché era armato. Perché rappresentava un pericolo per tutti. 

Come mai questo episodio potrebbe pregiudicare non solo il suo posto lavorativo, ma anche la sua permanenza in Italia? Glovo è l’unica startup con cui il rider lavora, attraverso la partita iva, come libero professionista. La piattaforma gli ha ridotto i punti. E quando il permesso di soggiorno raggiungerà la data di scadenza, potrebbe perdere l’impiego per punteggio insufficiente.

Il rider è in attesa di ricevere asilo politico

La sua domanda da asilo politico si trova in possesso dei Migranti della Cub. Ed è proprio lo sportello della Confederazione Unitaria di base a spiegare che Glovo non accetta alcuna ricevuta temporanea rilasciata dalla Questura in attesa del rinnovo ufficiale del permesso. Esso è l’unico documento valido. Senza il permesso, il profilo dei riders viene chiuso e perdono tutti i punti ottenuti fino a quel momento per il lavoro svolto. 

E così siamo tornati alla situazione di partenza. Diyoko che sventa un furto. Consegna un malvivente armato e pericoloso alle forze dell’ordine. Ma per farlo manca una consegna. E nell’universo lavorativo dei riders comandano gli algoritmi. Consegna mancata, dieci punti in meno. Dieci punti in meno significa meno ordini, meno guadagni. Nella sua condizione, tutto questo potrebbe anche voler dire perdere il lavoro con Glovo e il permesso di soggiorno.

Lo sportello Migranti ha già fatto sapere che farà il tutto per tutto, sfruttando in qualche modo l’episodio che ha visto protagonista il rider: "Spingeremo per fargli ottenere un nuovo permesso di soggiorno tramite merito civile, il suo intervento ha permesso l'arresto di un malvivente armato. Di questo dovranno tenerne conto".