L'attesa si fa sempre più trepidante! A breve il Governo dovrebbe mettere mano ad un'importante riforma delle pensioni. Gli interventi in materia previdenziale, in linea teorica, dovrebbero garantire la possibilità di uscire dal mondo del lavoro anticipatamente, nonostante la chiusura di Quota 100 a fine 2021. Quello che sta trapelando in queste ore è che ci dovrebbero essere delle importanti novità, per le uscite anticipate dal mondo del lavoro.

All'orizzonte di prospettano due importanti proroghe: quella relativa ad Opzione Donna e quella che coinvolge l'Ape Sociale. Ma non solo: ci possiamo aspettare alcuni importanti scivoli pensionistici: tra questi ci sono l'isopensione ed i contratti di espansione. Sarà introdotto anche il part time agevolato per i lavoratori prossimi alla pensione, che dovranno necessariamente essere controbilanciati da nuove assunzioni di giovani leve, per le qualil sarà possibile beneficiare della decontribuzione piena.

Riforma delle pensioni: cosa prevede il pacchetto!

Le pensioni viaggerano a braccetto con la Legge di Bilancio 2021-2023. Il pacchetto che riguarda la previdenza è proprio uno dei punti forti ed è stato al centro di alcuni incontri tra il Ministero del Lavoro e le organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl e Uil). Dalle prime indiscrezioni di stampa che sono emerse, sembra che uno degli interventi più importanti coinvolga i pensionamenti agevolati: potrebbe essere introdotta anche una nuova salvaguardia per i lavoratori esodati.

Molto probabilmente dovrebbe essere estesa l'Ape Sociale - che ricordiamo si può ottenre nel momento in cui si compiono 63 anni e si abbiano alle spalle 30 anni di contributi: può essere richiesta dai disoccupati, caregiver e gli invalidi - dovrebbe essere estesa a quanti maturino i requisiti entro il 31 dicembre 2021. Molto probabilmente la potranno richiedere anche i lavoratori fragili.

Un breve accenno deve essere fatto anche ad opzione donna: in questo caso è previsto l'ampliamento alle lavoratrici che compiono 58 anni ed abbiano maturato 35 anni di contributi. La possibilità di accedervi sarà estesa anche alle lavoratrici autonome che hanno compiuto 39 anni e 35 di contributi. I requisiti devono essere maturati entro il 31 dicemrbe 2020.

Pensioni: quali altre modifiche ci dobbiamo aspettare?

Previste due importatnti modifiche alle misure che dovrebbero accompagnare alla pensione. L'isopensione, che per il triennio 2018-2020, permette di uscire dal mondo del lavoro fino a 7 anni prima del raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia. Considerando che generalmente l'anticipo è di quattro anni, sembra che il maxi anticipo di 7 anni sia possibile richiederlo per tutto il 2021. Il ricorso all'isopensione potrà essere effettuato - a seguito di opportuni accordi sindacali - anche quando si sia effettuato il ricorso alla Naspi, in modo da allegerire i costi alle imprese più piccole.

Molto probabilmente saranno estesi i contratti di espansione alle aziende che hanno più di 500 addetti. Sarà possibile richiedere degli anticipi pensionisti fino a cinque anni, che verranno coperti con una contribuzione figurativa piena. In questo caso i costi potrebbero essere attutiti dal ricorso alla Naspi.

Ultimo, ma non meno importante, i lavoratori che sono prosismi alla pensione potranno usufruire di un parttime agevolato, con contribuzione piena, per gli ultimi 3 anni di attività, con l’accesso parziale anticipato alla pensione.

Riforma delle pensioni: un punto di vista!

Roberto Ghiselli, segretario confederale della Cgil, nel corso di un'intervista rilasciata a Pensionipertutti, spiega:

Opzione donna è uno strumento che non determina costi aggiuntivi per lo Stato anzi, nel medio-lungo periodo determina un risparmio. Quindi vi sono le compatibilità economiche per non pensare a semplici proroghe ma semmai a renderla strutturale, anche dopo il 2021, con l’auspicata riforma delle pensioni. È importante che il Governo con la proroga abbia accolto in parte la nostra richiesta, ma la soluzione che vogliamo deve essere definitiva. Quando fu istituita Opzione Donna era molto penalizzante, e noi pensavamo che non fosse giusto offrire alle donne esclusivamente una condizione capestro per poter uscire in anticipo ma con il crescere della componente contributiva nel pacchetto previdenziale di ciascuna lo è sempre meno. Quindi, essendo comunque una scelta volontaria, coerente con la nostra idea di flessibilità in uscita, alle condizioni che si potranno individuare perché non lasciarla come possibilità per tutte le donne?