Il Governo è pronto ad attuare una riforma delle pensioni da realizzare attraverso una legge delega dal 2022. Sembra quindi imminente un cambio totale dell'universo pensione a breve termine, non appena sarà scaduto Quota 100, che proprio al 31 dicembre 2021 terminerà il triennio sperimentale. Almeno questa è la proposta abbozzata in questi giorni fa Nunzia Catalfo, Ministro del Lavoro, e che ha confermato nel corso dell'incontro con Cgil, Cisl e Uil.

Nel corso dell'incontro che ha visto come protagonista il ministro e i sindacati è stato l'occasione per riaprire il tavolo delle discussioni sulle pensioni, dopo la lunga pausa determinata dal lockdown. L'incontro, tra l'altro, è servito per stabilire un primo ruolino di marcia e disegnare due percorsi paralleli: uno che ha come orizzonte la legge di bilancio e alcuni interventi ritenuti molti urgenti e l'altro che avrà come obiettivo una riforma dell'universo pensione.

Riforma pensioni: a cosa sta pensando il Governo?

Quali sarebbero le intenzioni del Governo a riguardo delle nostre pensioni? Una delle ipotesi alla quale starebbero pensando è quella di creare un nuovo strumento in grado di agevolare il passaggio dal lavoro alla pensione, vincolando l'azienda a nuove assunzioni. Allo studio ci sarebbe anche la possibilità di ampliare il rafforzamento del contratto di solidarietà espansiva, che potrebbe essere previsto non solo e soltanto per le aziende che abbiano 1.000 dipendenti. Tra i temi di discussione che potrebbero esserre inseriti sul prossimo tavolo delle discussioni ci sarebbe anche quello che riguarda la prossima legge di bilanco. Tra le ipotesi di cui si starebbe discutendo ci sarebbe anche quella si prorogare e rafforzare l'Ape sociale, che sarebbe in scadenza a fine 2020. Ma anche i prorogare l'Opzione donna.

Nella riforma delle pensioni dovrebbe anche rientrare l'ampliamento della platea dei beneficiari della 14esima. Ma soprattutto dovrebbe essere messo all'ordine del giorno il tema della non autosufficienza, su cui i sindacati sarebbero tornati ad insistere nuovamente. Nunzia Catalfo si sarebbe impegnata anche ad accelerare le procedure per l'avvio delle due Commissioni istituite alla vigilia del lockdown, la prima sulla separazione tra previdenza e assistenza e la seconda sulla speranza di vita. Il Governo avrebbe assicurato infine che chiederà all'Inps una stima per valutare platea e costi di una eventuale 8a salvaguardia in cui includere gli ultimi esodati.

Riforma delle pensioni: una paura targata Europa!

Quanto sta influnezando sul futuro delle nostre pensioni le paure targate Europa? Nel corso del suo tour nel vecchio continente per ottenere i fondi del recovery fund, Giuseppe Conte ha dovuto dibattere anche sul tema pensione e sulla loro riforma. Come tutti ben sapranno proprio il nodo previdenziale italiano è stato uno dei temi di discussione più accesi. All'Europa non piacciono Quota 100, ma nemmeno il reddito di cittadinanza. Proprio sul tema delle pensioni è stato sottolineato in più occasioni come il sistema italiano sia in netto contrasto con Bruxelles, perché completamente diverso rispetto alle raccomandazioni della stessa Unione europea.

Uno dei punti cardini di contrasto tra Italia ed Europa potrebbe essere costituita dall'età in cui si va in pensione. Nel nostro paese l'età minima è fissata in 67 anni, con la possibilità di usufruire di un'uscità anticipata dal mondo del lavoro, grazie ad alcune flessibilità introdotte, come appunto Quota 100 ed Opzione donna. Negli altri paesi europei si va in pensione prima rispetto a quanto si vada da noi: la riforma, quindi, dovrà essere fortemente influenzata da come proseguirà il tavolo delle trattative e come utlizzarà i fondi europei nel futuro l'Italia. Quello che accadrà nei prossimi mesi potrebbe condizionare pesantemente il futuro del nostro sistema previdenziale.

Pensioni: ci dovrà essere più flessibilità in uscita!

Partendo proprio da quanto abbiamo anticipato nel precedente paragrafo uno degli obiettivi della riforma delle pensioni potrebbe essere quello di garantire un'adeguata flessibilità in uscita. Potrebbe essere necessario introdurre dei meccanismi di premialità per le donne. Il nodo che sembra possa far discutere maggiormente Governo e sindacati sembra il ricalcolo contributivo. Le parti sociali vorrebbero preservare la quota retributiva eventualmente maturata, per evitare penalizzazioni troppo pesanti che potrebbero arrivare perfino al 30%.

Ampio spazio, inoltre, dovrebbe essere riservato alle pensioni dei giovani. L'esigenza principale e più importante è quella di assicurare un assegno adeguato anche a fronte di carriere discontinue e a stipendi sovente troppo bassi. Ma non basta: quasi sicuramente saranno da rivedere i redditi dei pensionati - quattordicesima e rivalutazione degli assegni - e le cifre che coinvolgono la pensione complementare.

Sicurmanete, comunque, tra le principali novità che ci saranno nell'ambito della riforma delle pensioni vi sarà anche la sostituzione di Quota 100, probabilmente con Quota 41 ed una proroga dell'Opzione donna. La Quota 100, si ricorda, è una delle misure introdotte con la Legge di Bilancio 2019, in via sperimentale fino al 2021. In particolare, il D.L. n. 4/2020 aveva appunto disposto nuove disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze della pensione anticipata, per determinate categorie di soggetti.

Quota 100 senza futuro!

Pier Paolo Baretta, sottosegretario all'Economia, ribadisce che Quota 100 arriverà alla sua scadenza naturale:

rimarrà fino al prossimo anno. Non la interrompiamo. Ma è escluso che vada oltre il 31 dicembre 2021. Quando finirà non la rinnoveremo. Dopo la fine di quota 100 dovremo occuparci di riforma fiscale e previdenziale.

Quota 100 ha mandato in pensione 300.000 persone. Ha restituito la libertà a quei lavoratori che la legge Fornero aveva messo in gabbia, imponendo, dalla sera alla mattina, da uno a cinque anni di lavoro in più. E una riforma di cui vado molto orgoglioso perché aiuta i giovani a trovare una collocazione, spiega Claudio Durigon. Il pensionamento anticipato ha consentito il tanto atteso ricambio generazionale, specialmente in alcuni settori, ricordo ad esempio le ultime assunzioni nelle scuola. Questi sono fatti.