Degna conclusione, ieri sera a Wall Street, di una giornata catastrofica. L'S&P ha lasciato sul terreno il 7.6%, la peggiore seduta dal 1 Dicembre 2008, l'ultima volta, prima di ieri, in cui era scattato il primo blocco, quello che sospende le contrattazioni per 15 minuti al superamento della soglia di -7%. In linea le "performance di Nasdaq (-7.3%) e Dow (-7.8%). Sempre meglio dell'Europa, peraltro.

Il crash del petrolio ha contribuito a spargere devastazione anche sul credito, con 100 bp di allargamento degli spreads degli HY USA (il settore oil ha fatto 330+ bps).

Stanotte, però, si è osservata una decisa inversione di tendenza, fin dalle prime battute. Il "la" sembra essere stato dato dalle promesse di Trump di proporre al Congresso misure economiche di supporto ad aziende e settori colpiti  e di incontrare in settimana CEO delle banche e principali aziende. Mnuchin ha dichiarato che sarebbero stati usati tutti i mezzi a disposizione per combattere gli effetti. Un catalyst, in sostanza, per un po' di sollievo che era nell'aria, dopo la capitulation di ieri.

Così i principali indici dell'area hanno messo a segno discreti guadagni (a parte Mumbai, chiusa), e i futures su Wall Street  hanno accumulato un progresso che in circostanze diverse sarebbe stato considerato spettacolare (3%).

Rimbalzo anche per il petrolio, che dopo aver segnato ieri il peggior calo dal '90 (-25%) ha mostrato costantemente recuperi di 7/8%. Morse, il decano delle commodity di Citigroup, ha commentato che la mossa degli Arabi è volta non a sciogliere l'OPEC, ma a riportare la Russia al tavolo delle trattative, e si attende che in pochi mesi l'OPEC + Russia ritrovi un accordo per un taglio alla produzione. In questo scenario Morse vede l'oil tornare ben sopra 40, e addirittura a 58 se passa alla fine il taglio da 1.5 mln barili al giorno che ha fatto saltare il tavolo. Viceversa, lo vede restare a 33$.

Speriamo, perchè il credito ha già le sue gatte da pelare con volatilità e stress delle aziende, senza venire acceso da un ondata di default di shale oil companies.

Anche la seduta europea è quindi partita con un tono positivo, e gli indici intenti a rimbalzare. Coerentemente, i rendimenti sono un po' risaliti dai livelli miserrimi di ieri, e lo spread si è contratto.

Anche i cambi hanno mostrato inversione di tendenza, con lo yen pesantemente offerto insieme all'€.

La mattinata è quindi trascorsa a fasi alterne, con crescente attesa di azioni di supporto dalle autorità. L'annuncio di una conferenza stampa a sorpresa della Von Der Leyen ha forse alimentato un picco nel sentiment a metà giornata. Quando però questa si è risolta nelle solite dichiarazioni generiche, e i Governanti EU hanno continuato a mostrare scarso interesse per grossi pacchetti fiscali (  GERMANY'S MERKEL TELLS GERMAN LAWMAKERS WE DON'T NEED CLASSIC STIMULUS BUT LIQUIDITY TO COUNTER CORONAVIRUS IMPACT - SOURCES ) il movimento ha iniziato a perdere forza, e poco dopo l'apertura di Wall Street si era completamente volatilizzato.

Nemmeno l'annuncio di una teleconference tra Consiglio d'Europa  per le 17 cet, con partecipazione della Lagarde ha scaldato particolarmente gli animi.

Gli indici europei, che continuano a sottoperformare quelli USA in maniera pesante, hanno anzi segnato nuovi minimi, guidati al ribasso da una Piazza Affari che non trova pace alla luce dell'accumularsi di misure contenitive. Dopo l'estensione della zona arancio a tutta italia, in Lombardia stanno valutando uno stop totale delle attività (eccetto alimentari e farmacie), un segnale che gli ospedali sono allo stremo e si tenta il tutto per tutto per rallentare i contagi.

Il problema di fondo è che il costo economico e psicologico delle misure di contenimento è tale da indurre le autorità a reagire, in ogni paese, volta per volta al peggioramento della situazione interna, mentre invece sarebbe consigliabile adottare misure in anticipo, invece di trovarsi a rincorrere la situazione come stiamo facendo in Italia, con la scusante che siamo stati il primo paese occidentale ad affrontare il problema di un esplosione del contagio. In US stanno cominciando a limitare qua e la gli assembramenti di persone e Trump promette (e sicuramente promuoverà) misure di supporto ancor prima di lanciare quelle di un serio contenimento.

Il tempo di far fare l'ennesima chiusura schifosa all'azionario europeo, con Madrid e Piazza Affari giù del 3%, e le cose sono tornate a migliorare un po'. Le dichiarazioni all'uscita dalla teleconference hanno preso toni un filo più concreti

  • VON DER LEYEN: WE LL MOBILIZE EU25B TO COUNTER VIRUS IMPACT
  • VON DER LEYEN: WE LL UNVEIL `CORONA RESPONSE INVESTMENT FUND'
  • VON DER LEYEN: STATE AID CAN FLOW TO COMPANIES THAT NEED IT
  • VON DER LEYEN: WE WILL USE ALL TOOLS TO DEFER EUROPEAN ECONOMY
  • MICHEL: EU WILL APPLY FISCAL RULES IN FLEXIBLE WAY
  • MICHEL: EU LEADERS WILL COORDINATE TO PREVENT MEDICAL SHORTAGES
  • MACRON: EU HEALTH MINISTERS WILL HOLD DAILY CALL
  • MACRON: EXCEPTIONAL CRISIS REQUIRES EXCEPTIONAL RESPONSE
  • LAGARDE TO DISCUSS ECB MEASURES TO HELP BUSINESSES ON THURS
  • LAGARDE DEMANDS RAPID FISCAL REACTION IN CALL WITH EU LEADERS

Anche sul fronte italiano si è cominciato a discutere di importi un po' più consistenti

  • ITALY DISCUSSING STIMULUS PACKAGE OF AS MUCH AS EU16 BILLION

Sarà per questo, o semplicemente perchè nel breve il mercato non ne aveva più, ma Wall Street ha ripreso solidamente la via del rialzo  e al momento recupera il 4%, che sarebbe una performance da sogno, non avesse perso quasi il doppio ieri. Coerente la performance di tassi, cambi e commodities, che per la verità non avevano interamente mollato, anche nella fase negativa, a dimostrazione che forse non aveva gambe. I treasury vedono i rendimenti rimbalzare di 15-30 bps su tutta la curva.

L'impressione è che siamo entrati nella fase che auspicavo ieri (link ), di lateralità violenta, post crollo.

Giovedi la Lagarde sarà tenuta a passare ai fatti.

E' vero quello che afferma e cioè  che la palla è soprattutto ai governi, che devono varare misure fiscali a supporto sia generali che mirate, volte a evitare che la perdita di business si trarformi in un circolo vizioso per l'economia. Ma queste misure avranno un peso enorme sulle finanze pubbliche, tra sussidi, cali e rinvii del gettito. In questo contesto un aumento del programma di acquisti lo strumento più adatto tra quelli a disposizione. Infatti, otterrebbe il triplice fine di iniettare liquidità nel sistema, supportare l'emissione del debito pubblico evitando che si traduca in un aumento dei tassi e quindi inasprimento delle condizioni finanziarie, e migliorare della situazione del credito, visto che arte degli acquisti sarebbero di corporate bonds. Naturalmente non deve mancare uno schema per fornire liquidità alle banche e un altro per aiutare la piccola e media impresa a rinnovare i finanziamenti. Meno utile, a mio parere, un altro tagglio del tasso di deposito. ma il mercato se lo attende e forse non vorranno mostrarsi insensibili.

à la guerre comme à la guerre