La carta del diritto del passeggero parla chiaro. Se una compagnia aerea cancella un volo, anche per cause di cirocstanza eccezionale, il rimborso economico deve essere del 100%. E va versato entro sette giorni. Funziona così, stando al regolamento n. 261/04 istituito dalla Comunità Europea nel 2004, articolo 7 e paragrafo 3, come ricorda anche l'avvocato Edno Gargano, Studio Legale e Consulenza Gargano, nel 2019 vincitore del premio "Le Fonti Awards" come studio emergente dell'anno nel diritto del turismo. Tuttavia, le cose non stanno andando come dovrebbero. Molte compagnie, al momento, stanno negando i rimborsi. Inoltre, hanno già dichiarato di non avere intenzione di seguire e rispettare le regole di distanziamento previste dalla fase 2, e quindi un sedile vuoto tra un passeggero e l'altro.

Rimborsi aerei, c'è qualcosa che non va: il caso RyanAir

"Il problema infatti è che le compagnie aeree, in questo momento, stanno facendo le ormai classiche e famigerate orecchie da mercante" spiega Gargano in un'intervista rilasciata a Le Fonti Tv.

"In buona sostanza -continua il legale- la scelta intrapresa e comune a tutti i vettori è quella di evitare a ogni costo il rimborso del biglietto aereo, e di emettere un voucher di stesso importo".

Un esempio su tutti? E' quello di RyanAir, la compagnia irlandese oggi sposta più passeggeri in Italia, ancora più di Alitalia, la compagnia di bandiera. Ebbene, attraverso una nota diffusa via mail e in tutto il mondo proprio in questi giorni, ha annunciato di aver bloccato per novanta giorni i rimborsi in denaro. Niente soldi indietro per gli aventi diritto, dunque, per i prossimi tre mesi. Che si tratti di un viaggio nazionale o intercontinentale.

Al posto del rimborso aereo, ecco un voucher valido 12 mesi

Contemporaneamente, RyanAir sta inviando a tutti i propri clienti ancora da rimborsare un voucher di uguale importo, opzione peraltro concessa e prevista dalla carta dei diritti del passeggero. In cosa consiste il voucher? In pratica permette di prenotare il viaggio in una data successiva a quella inizialmente prevista e poi cancellata, e quindi, di poter ricollocare la partenza senza dover versare altri soldi. Ma attenzione: quello che in pochi sanno è che si tratta soltanto di un’opzione. Non di un obbligo.

I passeggeri dunque sono tenuti semplicemente a scegliere. Opzione 1: rimborso totale da chiedere entro due anni dalla data del biglietto. Opzione 2: voucher.

Come detto però le compagnie stanno spingendo affinché i passeggeri scelgano il voucher. Che peraltro ha validità di dodici mesi: "Scaduti i quali, non si capisce se il rimborso arriverà oppure no" aggiunge l'avvocato Edno Gargano. Rimborso che come abbiamo già ricordato in apertura, stando alla carta dei diritti del passeggero, andrebbe effettuato entro sette giorni, ovviamente sullo strumento di pagamento utilizzato (il più delle volte carta di credito). Tuttavia siamo in una situazione di emergenza. E’ in corso una pandemia globale, e le richieste di rimborso fioccano.

Rimborso aereo dell 100% o voucher anche in circostanze eccezionali

 "Le compagnia aeree infatti segnalano da settimane posta elettronica e linee telefoniche intasate. Quello che consigliamo insomma è un po' di buonsenso e soprattutto, pazienza" continua Gargano. Che aggiunge: "Ma solo per le tempistiche, non per l'importo. Che deve essere del 100%".D’altronde il regolamento parla chiaro.

Anche se la cancellazione del biglietto è avvenuta a causa di una circostanza eccezionale, ai sensi dell’art. 8 del citato regolamento il passeggero ha diritto al “rimborso entro sette giorni, secondo quanto previsto nell’articolo 7, paragrafo 3, del prezzo pieno del biglietto, allo stesso prezzo al quale è stato acquistato, per la o le parti di viaggio non effettuate”.

Solo se il passeggero ha deciso di propria spinte di non partire allora non potrà richiedere il rimborso integrale. Ma solo quello delle tasse aeroportuali.

Tempistiche: quando la compagnia non è tenuta a restituire i soldi

Non dimentichiamoci infine delle tempistiche: esse sono molto importanti. La compensazione del denaro infatti non verrà pagata se le compagnie aeree informano il passeggero della cancellazione con due settimane di preavviso. Oppure tra due settimane e sette giorni prima della partenza, purché sia stato fornito un volo alternativo entro le due ore dall'orario inizialmente prenotato.