Tirata di orecchie da parte della Commissione Europea a tutti gli stati membri dell’Ue. Argomento? Il rimborso aereo dei biglietti annullati causa coronavirus. Com’è evidente, sono state commesse delle irregolarità, in Italia e non solo, e proprio in questa direzione va la raccolta firme promossa dall’avvocato Edno Gargano, con cui si chiede che i rimborsi non vengano sostituiti dai voucher senza possibilità di scelta per il passeggero, la cui figura è tutelata per legge dal regolamento 261 del 2004, che gli dà il diritto di ottenere il rimborso del 100% del proprio biglietto in caso di cancellazione del volo.

L'Ue agli stati membri: rimborso aereo del biglietto entro sette giorni

Cosa è successo. La Commissione Europea invierà entro venerdì 15 maggio una lettera a tutti i paesi membri dell’Unione. Con un avvertimento, o se vogliamo una “bacchettata”: il diritto dei viaggiatori a essere rimborsati entro sette giorni dalle compagnie aeree per i voli annullati a causa dell'epidemia di Covid-19 deve essere rispettato. Lo prevede la legislazione dell’Ue: i passeggeri non devono essere obbligati ad accettare, come alternativa al rimborso, i "voucher", che permettono solo di cambiare la data del volo, spesso pagando in aggiunta la differenza se il prezzo è più alto.

Rimborso aereo, l'Ue richiama gli stati membri a rispettare le regole

Ad annunciarlo, la commissaria europea ai Trasporti Adina Valean, in videoconferenza da Bruxelles. Non si tratta di procedura d’infrazione. Almeno, non ancora. La lettera, è la precisazione che arriva sempre dalla politica di nazionalità romena, sarà per adesso un richiamo alla necessità di rispettare, e quindi non trasgredire la legislazione Ue, come sta accadendo per diversi paesi, in primis l’Italia con l'articolo 88 bis della Legge 27 del 24 aprile 2020, che ha dato il via libera alle compagnie aeree di scegliere se proporre ai viaggiatori un voucher o un rimborso del biglietto cancellato. Già prima della misura del governo, Ryanair aveva avvertito tutti i suoi clienti che i rimborsi sarebbero stati “momentaneamente” bloccati, ma che i voucher, della durata di 12 mesi, sarebbero stati subito disponibili.

Rimborso aereo, si va verso l'ultimatum dell'Ue agli stati membri

Precedentemente, la vicepresidente esecutiva della Commissione responsabile per la Concorrenza Margrethe Vestager aveva detto che questo richiamo sarebbe stato il primo atto di una procedura di infrazione contro gli stati membri che non stanno imponendo alle compagne di rispettare l’articolo. L’intervento del ministero dei Trasporti ha congelato la procedura. Ma a tempo determinato. Un po’ come se fosse un ultimatum. Tradotto: questa è l’ultima volta che ve lo diciamo. 

Dall'Ue un consiglio alle compagnie aeree: voucher più appetibili

La lettera sarà firmata anche dal commissario alla Giustizia Didier Reynders. All'interno del testo ci sarebbe inoltre l'offerta per un suggerimento di una soluzione possibile al problema della liquidità delle compagnie aeree, duramente colpite dalla pandemia.

L'idea della Commissione è rendere più appetibili e convenienti i voucher che vengono proposti ai passeggeri, attraverso una serie di opzioni in grado di rendere più interessante la soluzione del voucher, per renderlo più appetibile rispetto al rimborso del biglietto del 100%.

Ferma restando la piena libertà da lasciare ai viaggiatori sulla scelta tra le due soluzioni per non trasgredire la carta dei diritti del passeggero, seguendo tre punti fondamentali: flessibilità, trasferibilità e garanzia.

Biglietti trasferibili, flessibili e garantiti

Spiega l'avvocato Edno Gargano, Studio Legale e Consulenza Gargano, nel 2019 vincitore del premio "Le Fonti Awards" come studio emergente dell'anno nel diritto del turismo: "Si tratta di una 'bacchettata' importante, in linea con l'oggetto della nostra petizione. La resa più appetibile dei voucher è un'altra delle soluzioni che da tempo sosteniamo possa essere una valida alternativa, doverosa da parte delle compagnie aeree che vogliono dare priorità alla scelta del voucher".

L'avvocato Gargano elenca alcuni esempi: "Sarebbe interessante proporre un voucher per un biglietto trasferibile, e quindi che si possa girare a terzi. Un altro incentivo verso la scelta del voucher è quello di attribuire al buono un valore maggiore rispetto a quanto si è speso, o magari anche una durata più estesa. Infine, è importante l'istituzione di un fondo che possa garantire il rimborso del biglietto in caso di fallimento della compagnia".

Rimborso aereo, 15 paesi chiedono la modifica della legislazione Ue

Quindici Stati Membri (tra cui Francia, Irlanda, Olanda e Portogallo) hanno chiesto, con una lettera congiunta alla Commissione, la modifica della legislazione europea per sostituire il sistema dei voucher al diritto al rimborso. La commissaria Valean ha puntualizzato che  questo non vuol dire che in tutti quei paesi si stia violando il diritto dei passeggeri al rimborso.

Servirà del tempo per verificare che ci sia stata effettivamente una violazione sistematica su un volume significativo dei casi. Solo al termine di tali verifiche, se sarà ritenuto opportuno, partiranno le procedure d'infrazione contro gli Stati membri che non impongono alle compagnie aeree il rispetto del diritto comunitario.

Rimborso aereo, la petizione

Molte compagnie aeree nell'Ue stanno rendendo estremamente difficile, e in certi casi impossibile, il rimborso dei voli annullati quando i viaggiatori lo richiedono. 

La petizione sostenuta dallo studio legale dell'avvocato Edno Gargano è consultabile su change.Org e chiede che venga annullato l'articolo 88 bis della Legge 27 del 24 aprile 2020 contenuta nel decreto Cura Italia.

Una legge che legittima le compagnie aeree a offrire esclusivamente i voucher al posto dei rimborsi dei bigletti: “Chiediamo al governo di tutelare e di rispettare il diritto dei passeggeri secondo il regolamento 261/2004, attraverso l'abrogazione dell’Articolo 88 Bis nella parte in cui si prevede la decisione arbitraria delle compagnie aeree di inviare voucher eliminando il rimborso del biglietto" ha detto il legale.