Nuovo capitolo sulla questione dei voucher come strumento di rimborso per i voli cancellati a causa dell’epidemia del coronavirus. L’Italia non ha voluto adeguarsi al dettaglio normativo indicato dal regolamento Europeo 261/4, lasciando di conseguenza Ryanair  (nella foto l'Amministratore delegato Michael O'Leary), e le altre compagnie libere di offrire ai clienti esclusivamente buoni della durata di un anno per ricollocare i propri biglietti andati perduti. C'era tempo fino al 28 maggio per riallinearsi alle norme Ue, dunque: i termini sono scaduti. Il nostro paese evidentemente ha deciso di ignorare il testo sacro dei diritti dei passeggeri, che prevede, al contrario di come stanno agendo molte compagnie, la possibilità di scelta del cliente, in caso di cancellazione del volo, tra il voucher e il rimborso in denaro entro sette giorni di quanto versato per il biglietto. 

Rimborso Ryanair, il "gioco sporco" che il governo appoggia

E’ esattamente quello che Ryanair e altre compagnie non stanno facendo. La loro campagna è bersagliare gli indirizzi email di tutti i passeggeri rimasti a terra, spiegando loro che è prevista solo e soltanto la ricezione di un voucher dello stesso valore del biglietto, da sfruttare entro un anno. Scaduto il quale, non ci sarebbe alcuna possibilità di recuperare quanto speso.

Voucher, e basta. La strategia è questa, senza nessuna possibilità di ricevere il rimborso, che invece rientrerebbe, come anticipato, nel pieno diritto del passeggero. Un gioco sporco, se vogliamo, e che il governo italiano, per di più, ha sostanzialmente autorizzato nell’ultimo decreto cura Italia attraverso l’articolo 88 bis.

Rimborso Ryanair, l'Antitrust sta dalla parte dei viaggiatori

E così, in aiuto al passeggero, oltre che in supporto al regolamento Europeo 261/4, è intervenuta l’Antitrust, che ha espresso la propria valutazione sull’argomento, emettendo una nuova bocciatura nei confronti del voucher e ribadendo per l’ennesima volta che le compagnie non possono obbligare il viaggiatore ad accettare il buono. Limitarsi a offrire le due soluzioni (rimborso o voucher) e lasciare che sia il cliente a scegliere. Questo è quello che dovrebbero fare Ryanair e le altre compagnie, stando alle normative europee.

Rimborso Ryanair, per il governo italiano è tutto normale 

"A fronte del permanere del descritto conflitto tra normativa nazionale ed europea, l'autorità interverrà per assicurare la corretta applicazione delle disposizioni di fonte comunitaria disapplicando la normativa nazionale con esse contrastanti” questo il messaggio diffuso dall'Antitrust.

Così l'Autorità ha deciso di pubblicare una segnalazione nei confronti di governo e parlamento e di bocciare l’articolo 88 bis della legge 27 del 2020. Tale norma, con cui l'esecutivo consente alle compagnie di trasporti la possibilità di non rimborsare i clienti cui stato cancellato il viaggio, potrebbe dunque aver i giorni contati, restituendo la speranza a migliaia di passeggeri ancora in attesa di giustizia.

Petizione: "Stop a voucher selvaggi" vicina alle 1.500 firme

Un nuovo capitolo dunque su una questione che va avanti da mesi. Easyjet e Ryanair in particolare, avevano inizialmente accordato il rimborso per le primissime richieste. L’iniziativa però è durata poco. Dopo qualche giorno hanno congelato la restituzione del denaro, spiegando che se ne sarebbe riparlato quando l’emergenza sarà cessata, prevedendo, al momento, solo l’impiego del voucher. 

A questo proposito è in corso una petizione su Change.org chiamata "Stop a Voucher Selvaggi". Al momento in cui si scrive, l'iniziativa è molto vicina all 1.500 firme ed è sostenuta dallo Studio Legale Gargano, tra i più attivi su questo tema.

Rimborso Ryanair, Italia "fuorilegge". Ma non è da sola

Non tutte le compagne stanno agendo in questo modo. La Wizzair, ad esempio, sta tuttora disponendo i rimborsi, seppur con tempi più lunghi rispetto ai 7 giorni previsti, contrattempo per certi versi fastidioso ma anche accettabile, essendo questa una situazione nuova e complicata per tutti. L’imposizione dei buoni e l'eliminazione del rimborso non è un'iniziativa solo italiana.

Essa è diffusa anche in molti altri paesi dell’Unione, e infatti la stessa Commissione Europea, qualche settimana fa, aveva inviato ad alcuni Stati membri (tra i quali l'Italia) la raccomandazione di non imporre i voucher, ma di rispettare la possibilità di scelta.

Rimborso in denaro diritto del viaggiatore. In alternativa voucher più ricchi

Inoltre, anche il voucher andrebbe ridefinito. Come ricorda Edno Gargano, avvocato e titolare dello studio legale Gargano che sta seguendo in prima linea la vicenda, se la compagnia preferisce risolvere il problema con il voucher, invece di “puntare la pistola alla tempia” del cliente dovrebbe rendere più appetibile il buono. Assegnando un valore superiore a quello previsto, ad esempio. Una trasferibilità a terzi, estendere la durata del voucher e sorprattutto fissando un’assicurazione dal rischio di fallimento di tour operator o vettori, altra questione rimasta in sospeso. 

"Franceschini dimettiti". Per i consumatori il ministro sta con Ryanair

Alcune associazioni dei consumatori hanno invitato il ministro del Turismo Franceschini a rassegnare le dimissioni e assumersi la propria responsabilità nella vicienda. “E’ lui l’ideatore dei voucher” secondo l’Unione Nazionale dei Consumatori. E che, come riporta anche La Repubblica, aggiunge: "Chiedendo ai consumatori di svolgere il ruolo pubblico di sovvenzionare e finanziare le imprese di viaggi e vacanze, ha danneggiato lo stesso settore turistico, visto che nessuno prenota oggi le vacanze non avendo né la certezza di poter raggiungere il luogo di villeggiatura, né, in caso di annullamento del pacchetto turistico, di poter riavere i soldi spesi, ma solo un voucher”.