Il governo ha tolto ai passeggeri il diritto di ottenere il 100% del rimborso del biglietto dei voli cancellati causa coronavirus. Legittimando così, in buona sostanza, l'atteggiamento di Ryanair, che da qualche settimana ha bloccato i rimborsi, lasciando aperta soltanto la strada del voucher. Tutto vero. Il decreto Cura Italia è stato recentemente convertito in legge, ed è entrato in vigore dal 30 aprile scorso.

No al rimborso, sì ai voucher? Ok dal governo. Ryanair ringrazia

Non tutti però sanno che, in sede di conversione, sono stati introdotti alcuni emendamenti. Tra questi, spicca l’articolo 88 Bis. Esso prevede espressamente la possibilità per le compagnie aeree di proporre, ai viaggiatori che hanno dovuto rinunciare al proprio viaggio a seguito del lockdown imposto a livello europeo dall’emergenza globale covid-19, un voucher da utilizzare entro 12 mesi.

Una soluzione che in questo caso permette a Ryanair e soci di eliminare l'opportunità di chiedere il rimborso in denaro da parte dei viaggiatori senza incorrere in multe o irregolarità. 

Rimborso aereo, la strategia vincente di Ryanair

Cosa è cambiato rispetto a prima? Molto. Poiché adesso tutto dipende dalla compagnia, libera di scegliere tra voucher e rimborso. In queste settimane, come già vi abbiamo raccontato, sta facendo notizia la decisione di molte aziende, in primis Ryanair, di offrire voucher equivalenti al prezzo del biglietto, evitando ogni riferimento ai rimborsi, con un semplice: “Ce ne occuperemo quando l’emergenza sarà finita”. Quasi come se stessero aspettando solo che l‘Articolo 88 Bis venisse definitivamente approvato.

No al rimborso da Ryanair, sì ai voucher? Ma l'Europa dice no

C’è un problema però. Che spiega bene l’avvocato Edno Gargano: “Tale norma, che è stata definita non a caso 'di applicazione necessaria’, viola il Regolamento Europeo del 2004, considerato il testo sacro per i passeggeri poiché ne determina i diritti”.

E’ l’Articolo 8 a spiegare chiaramente che la possibilità di scelta tra rimborso del 100% del biglietto e il riposizionamento su un altro volo spetta esclusivamente al viaggiatore, anche a fronte di una proposta diretta da parte della compagnia aerea.

Dunque, il provvedimento che il governo ha inserito nel decreto Cura Italia, e che favorisce Ryanair e le altre compagnie, va a totale discapito dei consumatori e soprattutto è in aperto contrasto con le normative dell’Unione Europea.

L'Italia rischia un procedimento di infrazione

E allora cos’è che potrebbe succedere? La risposta ce la fornisce sempre Edno Gargano, titolare di uno studio legale di Pescara, e che da anni si occupa della difesa dei diritti dei consumatori, i particolare proprio dei viaggiatori che utilizzano il trasporto aereo: “Questa situazione non può essere sostenibile. Poiché provocherà, prima o poi, l’apertura di un procedimento di infrazione comunitaria contro l’Italia da parte della Commissione Europea”. Come se di temi sul tavolo da discutere, tra il nostro paese e gli organi interni dell’Ue non ce ne fossero già a sufficienza.

Da una parte dunque c'è l'Italia che legittima Ryanair e le altre compagnie a eliminare i rimborsi attraverso i voucher, dall'altra c'è il regomento europeo che dice sostanzialmente il contrario.

Commissione, peraltro, che proprio in queste settimane di emergenza ha effettivamente diramato nuove linee guida sul tema rimborsi aerei, attraverso alcuni emendamenti che sono stati inseriti nel Regolamento 261/2004, quello appunto inerente ai diritti del passeggero. “Tuttavia, l’organo comunitario è rimasto assolutamente fermo sulla possibilità dovuta del passeggero di ottenere il rimborso in denaro, nel caso in cui non dovesse scegliere la soluzione del voucher” continua Gargano.

Sui rimborsi aerei Italia non allineata con gli altri paesi Ue

Inoltre, nell’ultimo Consiglio Europeo dei Ministri dei Trasporti, diversi paesi membri dell’unione Europea hanno lanciato la proposta di emendare il regolamento, ammettendo da norma la possibilità per le compagnie aeree tra cui Ryanair, Easyjet, Lufthansa e le altre "sorelle", di proporre il voucher come alternativa al rimborso del 100% del biglietto. “Una soluzione che innanzitutto segue una serie di principi molto chiari, a partire dalla pari durata dei mesi validi del voucher per tutti i paesi dell’unione. Ma soprattutto il rimborso in denaro continua a essere espressamente previsto,nel momento in cui il voucher non venisse utilizzato entro i dodici mesi, possibilità che invece, nel decreto Cura Italia, non viene contemplata”.

Senza considerare la possibilità, concreta, che a causa dell'emergenza coronavirus una compagnia aerea possa fallire. In questo caso, è l’avvertimento del legale, il passeggero dovrebbe avere ugualmente diritto al rimborso del bgilietto, tramite un fondo istituito ad hoc.

Cancellati il 98% dei voli. La maggior parte Ryanair

L’argomento è di estrema attualità nonché di forte interesse, poiché il 98% dei voli sono stati cancellati dalle compagnie aeree, Ryanair compresa, anche a prescindere dall’emergenza covid19.

Ecco perché su change.Org è partita una petizione che prende una posizione netta in merito alla recente Legge 27 del 24 aprile 2020, che dunque ha annullato la possibilità, per coloro che si sono visti cancellare il proprio volo, di ottenere un rimborso in denaro del costo dei biglietti.

Legge, come detto, che va chiaramente in contrasto con la la normativa europea, secondo cui Ryanair e le compagnie aeree sono tenute a rimborsare il costo del biglietto quando richiesto dal consumatore, calpestando così i diritti dei viaggiatori. Una raccolta firme patrocinata proprio dall’avvocato Gargano, intitolata: “Diritto dei passeggeri al rimborso in denaro del volo cancellato -stop voucher selvaggi-.

Petizione su Change.org a tutela del diritto al rimborso dei passeggeri

Conclude Edno Gargano: “Chiediamo al governo di tutelare e di rispettare il diritto dei passeggeri secondo il regolamento 261/2004, attraverso l'abrogazione dell’Articolo 88 Bis nella parte in cui si prevede la decisione arbitraria delle compagnie aeree di inviare voucher eliminando il rimborso del biglietto. In alternativa, chiediamo di valutare la proposta effettuata da alcuni degli altri stati membri alla Commissione Ue, come ad esempio proporre voucher per le compagnie aeree con la possibilità, una volta scaduti i termini, di ottenere la totalità del rimborso in denaro o la parte di voucher eventualmente avanzata".