Mathilde Lemoine, capo economista del Gruppo di Edmond de Rothschild, spiega che l'inasprimento delle tensioni commerciali aggraverà il declino degli scambi bilaterali Cina-USA già osservato, nonché il rallentamento della crescita mondiale. Tuttavia, la risincronizzazione delle principali economie mondiali e la decisione delle banche centrali di nuove iniezioni di liquidità potrebbero paradossalmente limitare i rischi di destabilizzazione del mercato obbligazionario e dei cambi.

Per il 2019 Mathilde Lemoine ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per la Cina, portandole al 6,4%, e per i paesi emergenti dal 4,8% al 4,1%. Mathilde Lemoine continua a prevedere una crescita del 2,7% negli Stati Uniti e dell'1,4% nella zona euro. Imporre dazi su tutti gli scambi commerciali tra Cina e Stati Uniti farebbe scendere la crescita cinese al 5,1% entro la fine del 2019, senza ulteriori cambiamenti, ma in questo caso, il governo di Xi Jinping dovrebbe attuare nuove misure a sostegno dell'economia.

Al contrario, un accordo tra Donald Trump e Xi Jinping ai margini del G20 in Giappone del 28 e 29 giugno potrebbe alzare le aspettative di crescita nominale. Ma questo potrebbe portare a un brusco aumento dei rendimenti sovrani e a un apprezzamento del dollaro, con perturbazioni sui mercati finanziari.

Aumenta l'impatto negativo della guerra commerciale

L'escalation della guerra commerciale promossa dagli Stati Uniti - secondo Mathilde Lemoine - dovrebbe avere un rilevante impatto negativo sugli scambi bilaterali tra Cina-USA e sul commercio mondiale, superiore rispetto a quello osservato finora: