Al fine di sostenere le imprese e le famiglie il governo ha emanato un imponente Decreto Rilancio che, con 55 miliardi stanziati tramite i 266 articoli del provvedimento, tenta di salvare l’economia in sofferenza a seguito dell'emergenza epidemiologica causata dal Covid-19. Al suo interno troviamo delle importanti misure di incentivazione fiscale per ristrutturare casa: lavori di efficientamento energetico, sisma bonus e fotovoltaico. Inoltre, viene confermato il bonus facciate introdotto dalla legge bilancio 2020.

Superbonus di 110% per ristrutturare casa: come funziona

Si applica di una detrazione del 110 per cento, per le spese documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 1° luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021, da ripartire tra gli aventi diritto in cinque quote annuali di pari importo. Questo superbonus si applica:

interventi di isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25 per cento della superficie disperdente lorda dell’edificio medesimo. Per un ammontare complessivo di 60 000 euro.

interventi sulle parti comuni degli edifici per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione ad alta efficienza energetica. In questo caso l’importo massimo è di 30 000 per unità immobiliare.

interventi sugli edifici unifamiliari per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti per il riscaldamento, il raffrescamento o la fornitura di acqua calda sanitaria a pompa di calore. Anche qua col limite di 30 000 per unità immobiliare.

Per accedere alla detrazione, inoltre, è necessario che i lavori, effettuati all’interno del periodo previsto dal decreto, garantiscano un miglioramento di almeno due classi energetiche. Qualora non fosse possibile un miglioramento del genere, è richiesto un passaggio alla classe più alta. In entrambi i casi sarà necessario presentare un Attestato di Prestazione Energetica (APE), rilasciato da un professionista tecnico abilitato.

Altri lavori ricompresi nel superbonus

Il superbonus del 110% ricomprende anche i lavori finalizzati alla riduzione del rischio sismico, sempre che sia contestualmente stipulata una polizza assicurativa contro gli eventi calamitosi. Questo sismabonus, tuttavia, è ammesso solo nelle zone sismiche 1,2 e 3.

La stessa detrazione viene applicata per la costruzione di impianti fotovoltaici e installazione, contestuale o successiva, di sistemi di accumulo integrati e l’impianto di infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici (colonnine elettriche). Per gli impianti fotovoltaici, però, il bonus è subordinato alla cessione in favore della GSE dell’energia non auto-consumata in sito e non è cumulabile con altri incentivi pubblici o altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale.

Come già anticipato, è stato confermato il bonus facciate introdotto dalla Legge di Bilancio 2020 che permette una detrazione del 90% per le spese di recupero o restauro della facciata degli edifici, ivi inclusi quelli di sola pulitura o tinteggiatura esterna. 

Sono ammessi all’incentivo solo gli interventi su facciate esterne di edifici collocati nelle zone A e B (indicate nel decreto del ministro dei Lavori pubblici n. 1444 del 1968) o in zone ad esse assimilabili secondo la normativa regionale o i regolamenti comunali. Per zona A si intende un agglomerato urbano di carattere storico, artistico o di particolare pregio ambientali. La zona B, invece, include le parti del territorio totalmente o parzialmente edificate. Vengono rincomprese in questa categoria le zone in cui la superficie coperta degli edifici esistenti non è inferiore al 12,5% della superficie fondiaria della zona e nelle quali la densità territoriale è superiore a 1,5 mc/mq.

Sono inclusi nel bonus tutti quei lavori effettuati sulla parte visibile dell’edificio. Oltre i lavori di ristrutturazione, è possibile portare in detrazione l’acquisto dei materiali, la progettazione e le altre prestazioni connesse col tipo di lavoro. Mentre sono escluse dal beneficio gli interventi sulle facciate interne dell’edificio, in spazi interni quali cortili o cavedi e le spese sostenute per sostituire vetrate, infissi, portoni e cancelli.

In questo caso la detrazione potrà essere aumentata fino al 110% nel caso si abbini la ristrutturazione della facciata a interventi di isolamento termico. 

Ristrutturazione gratuita tramite sconto in fattura e credito di imposta cedibile

 In alternativa alla detrazione diretta, si potrà optare per uno sconto in fattura o la trasformazione dell’importo sborsato in un credito di imposta cedibile. Nel primo caso, si può ottenere uno sconto fino al 100% sull’importo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato i lavori. Il fornitore, poi, avrà la possibilità di recuperare la somma anticipata tramite un credito d’imposta che potrà anche essere ceduto a terzi, compresi istituti bancari e intermediari finanziari.

Nel secondo caso, si potrà decidere di tramutare l’importo pagato per i lavori di ristrutturazione in un credito di imposta il quale, anche in questa ipotesi, potrà essere ceduto a terzi (banche e altri intermediari finanziari inclusi).

Con queste due opzioni sarà possibile ristrutturare casa in maniera pressoché gratuita: con lo sconto in fattura l’intera somma viene anticipata dalla stessa impresa che effettua i lavori; con il credito d’imposta, invece, la somma è anticipata dal cliente il quale, comunque, non dovrà aspettare gli anni in cui la somma verrà portata in detrazione per recuperare la spesa, ma potrà subito cedere il credito a soggetti terzi e ottenere la liquidità sborsata per i lavori.

I soggetti beneficiari dei bonus

 Questi incentivi possono essere beneficiati da determinate categorie di soggetti. Innanzitutto, possono accedere alla misura solo le persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, su unità immobiliari. Inoltre, per gli interventi di ammodernamento energetico, sarà possibile usufruire degli incentivi solo per lavori su unità immobiliari adibite ad abitazioni principali. 

Le disposizioni, poi, si applicano anche agli Istituti autonomi case popolari (IACP) e agli enti aventi le stesse finalità sociali, istituiti nella forma di società, che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di house providing per interventi realizzati su immobili, di loro proprietà ovvero gestiti per conto dei comuni, adibiti a edilizia residenziale pubblica.

Infine, potranno ottenere il bonus le cooperative di abitazione a proprietà indivisa, per interventi realizzati su immobili dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci, e i condomini.