Charles St Arnaud, Senior Investment Strategist Lombard Odier IM, continua ad aspettarsi effetti negativi, sebbene le notizie giunte dalla fine dello scorso anno hanno leggermente cambiato le dinamiche. Lo sviluppo più importante è la sentenza dei tribunali europei secondo cui il Regno Unito può ora ritirare unilateralmente l'Articolo 50, rendendo non più certa la scadenza prevista per il 29 marzo.

Ieri il Parlamento britannico ha respinto con un ampio margine l'accordo raggiunto tra il Regno Unito e l'Unione Europea sulle condizioni di uscita dall’UE, con 432 deputati contrari e 202 favorevoli. Questa rappresenta la più grande sconfitta per un governo in carica nella storia, e di conseguenza il leader laburista Jeremy Corbyn ha oggi presentato una mozione di sfiducia al governo. Il governo ha ora 3 giorni per presentare il suo piano B al Parlamento.

Vediamo sei possibili scenari in seguito al rifiuto dell'accordo:

1. Secondo voto (Quasi certo che accadrà)

Il Primo Ministro Theresa May incontrerà probabilmente le controparti europee del Regno Unito per cercare di ottenere concessioni sul backstop irlandese e altre parti del suo accordo, per renderlo più appetibile per la maggioranza dei parlamentari, prima di ripresentarlo al Parlamento. Tuttavia, non è ancora chiaro se sarà approvato in una seconda votazione, aprendo così la porta ad altri scenari.

2. Elezioni generali

Il leader dell'opposizione Jeremy Corbyn aveva voglia di innescare un voto di sfiducia in Parlamento e di forzare le elezioni anticipate, e lo ha fatto dopo il voto di ieri - spiega Charles St Arnaud -. Attualmente, i laburisti e i conservatori sono testa a testa nei sondaggi, per cui non è affatto chiaro chi formerà il nuovo governo in questo scenario. Riteniamo che questo scenario sia improbabile che si verifichi in quanto, nonostante le loro differenze su Brexit, i ribelli del DUP e Tory potrebbero comunque sostenere il Primo Ministro May, impedendo che passi la mozione di sfiducia contro la sua leadership.