Che l’attuale Governo non fosse una cosa seria era un fatto assodato fin dalla sua nascita. Ricordiamo le facce stralunate di Di Maio e di Zingaretti quando è stato detto loro che dovevano formare un Governo, erano le facce di due che si chiedevano “ma come facciamo a presentarci davanti ai nostri elettori e dire, dopo tutti gli insulti che ci siamo scambiati, che avremmo formato una coalizione governativa”.

Naturalmente gli avranno risposto, ma non penserete davvero che abbia un senso la parola “dignità”, e così l’hanno persa definitivamente.

Ed invece la parola “dignità” ha sempre un senso, va sempre difesa strenuamente perché ci viene donata alla nascita, ma si può perdere una volta sola, dopo averla persa, infatti, non la si può più recuperare.

A tal proposito una mia carissima ascoltatrice, persona certamente di grande cultura, mi aveva ricordato a suo tempo uno straordinario aforisma dell’immenso Nietsche: “Non sono arrabbiato perché mi hai mentito, ma perché d’ora in poi potrò più crederti”.

Vorrei ancora ribadire, inoltre, che non ho mai avuto alcuna considerazione di Zingaretti l’ho sempre ritenuto un incapace, un mediocre, come uomo e come politico.

Avevo invece un’altra considerazione di Di Maio, certo non l’ho mai ritenuto un “politico” nel senso più nobile del termine, ovviamente non poteva avere esperienza, vista la giovane età, ma dava l’impressione comunque della persona … non so come dire … direi … integerrima. E questo lo trovavo un grande pregio.