La risposta di Ryanair al nostro articolo pubblicato il 7 maggio scorso riaccende le speranze dei viaggiatori che ancora aspettano il rimborso del 100% in denaro dei biglietti cancellati a causa del coronavirus. Il governo italiano, attraverso l’Articolo 88 bis del Decreto Cura Italia, aveva messo le compagnie aeree nelle condizioni di poter scegliere in autonomia se proporre ai passeggeri voucher dello stesso valore del biglietto o il rimborso totale in denaro. Un decreto che sostanzialmente permette a Ryanair, EasyJet e molte altre aziende di offrire solo ed esclusivamente i voucher, ignorando così ciò che è previsto dalla carta dei diritti dei passeggeri. 

Ryanair: rispetteremo le norme Ue, i rimborsi arriveranno

"La risposta di Ryanair è la seguente: “Per qualsiasi volo cancellato, Ryanair offre ai clienti tutte le opzioni previste dalla normativa Ue, inclusi cambi gratuiti e rimborsi sotto forma di voucher o denaro.

L’elaborazione per i rimborsi monetari sta impiegando più tempo a causa del fatto che dobbiamo elaborare 10.000 volte il normale volume di richieste e disponiamo di personale ridotto a causa delle misure di distanziamento sociale. Ryanair offre voucher e cambi gratuiti poiché sono processi automatizzati e offrirebbero ai clienti un'alternativa molto più rapida.

I clienti che scelgono un voucher, ma non lo riscattano entro 12 mesi, possono comunque richiedere ed ottenere un rimborso allo scadere di questo periodo.

Ció include anche il rimborso parziale, poiché la parte del voucher non utilizzata verrà rimborsata. I clienti che scelgono di non accettare un cambio volo gratuito o un voucher saranno rimborsati appena possibile, una volta terminata questa crisi senza precedenti. Ci scusiamo per gli eventuali disagi che ció puó causare e ringraziamo i nostri clienti per la loro comprensione”.

Ryanair: procedura dei rimborsi in denaro molto lenta

Dunque, la posizione di Ryanair è chiara, anche se in realtà viene aggiunto poco rispetto alle risposte automatiche che la compagnia irlandese continua a mandare di default alle decine di migliaia di persone che hanno richiesto il rimborso in denaro al 100%. Una risposta che recita più o meno così:

“Provvederemo all’erogazione dei soldi non appena sarà possibile, quando l’emergenza sarà esaurita. Intanto, ecco un'ampia gamma di voucher come alternativa”.

I tempi lunghi e l'impossibilità di ricevere ulteriori informazioni avevano fatto sembrare queste righe come una classica promessa da marinai. E invece, stando alla mail ricevuta in redazione da Trendonline, Ryanair non solo ha voluto ribadire quanto scritto ai propri clienti, ma ha sottolineato anche che ogni normativa Ue verrà rispettata.

Ryanair: ecco cosa succede per chi sceglie il voucher ma non lo usa entro 12 mesi

Un altro passaggio chiave della lettera di risposta per i clienti ancora in attesa del loro rimborso da Ryanair è quello relativo alla scadenza dei voucher. I buoni proposti dalla compagnia irlandese hanno validità di 12 mesi. Più volte, anche attraverso lo studio legale Gargano, che sta affrontando questa situazione in prima linea anche con una raccolta di firme tramite Change.org "Stop ai voucher selvaggi", ci si è posti la domanda: cosa succede se il viaggiatore accetta il voucher ma poi non lo utilizza entro i 12 mesi? Nel suo messaggio di risposta, Ryanair risponde che:

"I clienti che scelgono un voucher, ma non lo riscattano entro 12 mesi, possono comunque richiedere ed ottenere un rimborso allo scadere di questo periodo".

Rimborsi di Ryanair e delle altre compagnie, a maggio l'intervento della Commissione Ue

La situazione dei biglietti da rimborsare a causa dell'annullamento dei viaggi causa coronavirus da parte delle compagnie aeree è argomento di dibattito anche a livello europeo. La Commissione Ue stessa ha denunciato diverse anomalie a riguardo. Con un ultimatum, un mese fa circa, aveva invitato i paesi membri dell'Unione a fare in modo che il diritto dei viaggiatori a ricevere il rimborso entro sette giorni dalle compagnie aeree, come prevede il Regolamento 261/04, venisse rispettato. Ultimatum che l'Italia non ha rispettato. Tant'è che ora rischia una procedura d'infrazione.

Dallo Stato una misura che penalizza i passeggeri

Dunque, almeno per il momento, i passeggeri possono solamente fidarsi del messaggio che Ryanair sta provvedendo a diffondere a tutti e con cui ha risposto, con quache informazione in più, anche al nostro articolo. Nel quale abbiamo sottolineato come il vero problema non fossero le compagnie in sé e le loro strategie di restituzione dei biglietti, quanto il provvedimento approvato dal governo, articolo 88 bis del Decreto Cura Italia, che le mette nelle condizioni di poter scegliere arbitrariamente se proporre voucher o rimborsi in denaro. Scelta che spetta esclusivamente al viaggiatore.

Rimborsi Ryanair, ultimatum dell'Antitrust all'Italia

Più che Ryanair, dunque, è lo Stato che dovrebbe dare una risposta. Dato che i termini che l’Ue aveva fornito all’Italia per riallinearsi alle norme europee sono scaduti. E quindi, il nostro paese sta ignorando il testo sacro dei diritti dei passeggeri. In questo senso si è espressa anche l’Antitrust, bocciando la soluzione unica dei voucher, e garantendo provvedimenti nel caso in cui non venisse applicata la corretta disposizione prevista dall’Unione Europea.