Tra le blue chips che non sono riuscite oggi a sintonizzarsi con il piccolo rimbalzo del Ftse Mib troviamo Saipem ed ENI, ancora stretti nella morsa dei ribassisti.

Saipem ed ENI in rosso. Nuovo affondo del petrolio dopo rally vigilia

Non ha certo aiutato il petrolio che dopo il rally di poco più del 10% messo a segno ieri, è tornato a perdere terreno oggi, tanto che la seduta si è conclusa a 32,98 dollari, con un affondo del 4%.

Più contenute le perdite dei due titoli oil a Piazza Affari, con Saipem in calo dell'1,3% a 2,915 euro, dopo che la sessione di ieri si era conclusa sulla parità in seguito a ben otto giornate consecutive con il segno meno.

Non molto diversa la conclusione odierna di ENI che ieri era riuscito a rimbalzare dello 0,8%, ma oggi è tornato a perdere terreno, terminando gli scambi a 8,05 euro, con un calo dell'1,41%.

Saipem ed ENI sui minimi da oltre 20 anni

Tanto per ENI quanto per Saipem i volumi di scambio si confermano su livelli estremamente alti, prova dell'intensa attività degli operatori.

I due titoli viaggiano sui minimi da oltre 20 anni, visto che ENI in area 8 euro trova il suo livello più basso dal 1997, mentre Saipem rimanda indietro nel tempo all'estate del 1995 per far rivedere le attuali quotazioni di Borsa.

Saipem ed ENI sono vittima del crollo verticale accusato dal petrolio dopo che il meeting dell'Opec della scorsa settimana ha portato ad una frattura tra Russia e Arabia Saudita.

Saipem ed ENI messi in crisi da guerra petrolio Arabia-Russia

Non solo non c'è stato l'auspicato taglio della produzione, ma i sauditi hanno deciso di aumentarla da aprile a ben oltre 10 milioni di barili al giorno, in risposta al rifiuto della Russia di approvare i tagli proposti dal Cartello.

Quest'ultimo proprio oggi ha tagliato le sue stime sulla crescita della domanda di petrolio, attesa nel 2020 a 920mila barili giornalieri, in calo di 6mila rispetto all'indicazione precedente.

Nei giorni scorsi invece l'Agenzia Internazionale per l'Energia ha fatto sapere che la domanda di oro nero calerà di 90mila barili al giorno quest'anno, con una revisione quindi delle precedenti stime di crescita di 825mila barili al giorno.

Petrolio: prospettive nere. Broker tagliano stime economia globale

Da notare inoltre che diverse banhe d'affari stanno rivedendo al ribasso le stime sulla crescita dell'economia a livello globale e questo lascia prevedere minori consumi di petrolio in presenza di una congiuntura che viaggerà a regimi più bassi.

Difficile quindi ipotizzare un'immediata ripresa delle quotazioni dell'oro nero di conseguenza di titoli come Saipem ed ENI, strettamente legati all'andamento di questa materia prima, oltre che all'intonazione generale di Piazza Affari.

Petrolio atteso su livelli molto bassi nel breve

Le previsioni non sono per nulla incoraggianti tanto che secondo gli analisti di Standard Chartered le quotazioni del petrolio rimarranno su livelli estremamente bassi nel breve termine.

Gli esperti non prevedono che il mercato dell'oro nero ritorni in equilibrio prima della metà del 2021, motivo per cui è difficile ipotizzare grandi rialzi dei prezzi.

Petrolio: le attese di UBP e le strategie per il settore oil

Non diversa l'indicazione che giunge dai colleghi di Union Bancarie Privee, i quali parlano di una combinazione letale per il petrolio: eccesso di produzione a livello globale da una parte e frenata della crescita economica mondiale dall'altra.

Alla luce di ciò gli analisti di UBP evitano il settore petrolio, mantenendo una posizione "underweight", già raccomandata da settembre scorso.

Si profilano dunque tempi duri anche per ENI e Saipem che potrebbero anche dare vita a dei rimbalzi più o meno veloci e consistenti, anche alla luce dell'ipervenduto raggiunto, ma entrambi restano esposti a rischi al ribasso molto elevati.

Difficile infatti pensare ad una ripresa decisa di questi due titoli in presenza di un petrolio che, stando alle previsioni, pare destinato a rimanere su livelli decisamente depressi per ora.