Dopo il recupero messo a segno nelle ultime due sedute, a Piazza Affari scattano alcune prese di profitto oggi.
Tra i titoli più colpiti dalle vendite compaiono anche quelli del settore oil e in particolare Saipem che occupa la penultima posizione nel paniere del Ftse Mib.

Saipem ed ENI in calo a Piazza Affari, ma il petrolio reagisce

Il titolo, dopo aver chiuso la sessione di ieri con un frazionale rialzo dello 0,21%, oggi arretra del 2,16% a 2,352 euro, con oltre 3,5 milioni di azioni transitate sul mercato fino ad ora, contro la media degli ultimi 30 giorni pari a circa 13,5 milioni di pezzi.

Si difende leggermente meglio ENI che, dopo aver guadagnato oltre l'1% ieri, scende oggi dell'1,55% a 9,282 euro, con più di 3,7 milioni di azioni trattate, ben lontane per ora dalla media mensile di oltre 27 milioni.

Saipem ed ENI risentono della negativa intonazione di Piazza Affari e non riescono a beneficiare del recupero messo a segno dal petrolio.

Dopo il crollo di quasi il 9,5% accusato ieri, le quotazioni dell'oro nero risalgono la china e negli ultimi minuti si presentano a 24,35 dollari, con un rally del 3,05%.

Petrolio: domani si riunisce Opec+. Equita taglia stime su Brent

Il petrolio oggi rimbalza alla vigilia della riunione dell'Opec Plus che cercherà di trovare una soluzione dopo che l'ultimo meeting si è concluso con lo scoppio di una guerra sui prezzi tra Arabia Saudita e Russia.

In attesa di novità dal Cartello, gli analisti di Equita SIM oggi hanno deciso di rivedere al ribasso le stime sul Brent per il periodo 2020-2022.

Per quest'anno la previsione è stata ridotta da 65 a 40 dollari, per il 2021 da 70 a 50 dollari e per il 2022 da 75 a 55 dollari al barile.

Visto che lo scenario sul mercato petrolifero è uno dei più negativi da parecchi deceni, gli analisti di Equita SIM hanno deciso di ridurre il peso e il beta del settore nel portafoglio raccomandato sia Italia che Europa.

Gli esperti ritengono che il recente rimbalzo del settore e dei prezzi del greggio scontino già i potenziali accordi fra l'Opec e i principali paesi produttori.

L'idea è che un eventuale annuncio di tagli produttivi possa costituire un'opportunità di presa di profitto.

Saipem bocciato da Equita SIM. Tagliati target price e stime

Gli analisti hanno deciso di incorporare uno scenario di settore più cauto a casa del calo del petrolio legato allo shock sulla domanda globale per via del coronavirus e della guerra dei prezzi.

La conseguenza di ciò è stata una bocciatura riservata a Saipem, con un cambio di strategia da "buy" a "hold" e un prezzo obiettivo rivisto da 5,4 a 3,4 euro.

La SIM milanese ha azzerato il peso del titolo in portafoglio, segnalando che con un prezzo del Brent sopra i 34 dollari al barile, si aspettano un maggior focus sulla generazione di cassa da parte delle oil company con pressione sulle spese per investimenti.

Per Saipem la previsione degli analisti è che il forte calo degli investimenti E&P nel 2020 guiderà una raccolta ordini 2020-2021 più debole del previsto.

Di conseguenza Equita SIM ha ridotto le stime di Ebitda ed eps di Saipem nell'ordine rispettivamente del 17% e del 50%.

C'è da dire in ogni caso che Saipem entra in questo periodo di forte incertezza con una struttura finanziaria più solida e una maggiore visibilità sul backlog rispetto al 2014-2016.

Gli analisi ricordano che l'ammontare di debito in scadenza è contenuto, segnalando al contempo che Saipem ha un backlog di 24,8 miliardi di euro, di cui 7,5 miliardi in esecuzione nel 2020 e 68% non-oil.

Visti però il peggioramento del contesto macro e la scarsa visibilità sulla velocità di recupero del prezzo del petrolio, Equita SIM ha deciso di rivedere al ribasso la sua strategia su Saipem, passando a "hold".

ENI: Equita conferma view bullish

Nessun cambio invece per ENI che secondo gli analisti resta un titolo da acquistare, con una raccomandazione "buy" appunto e un target price abbassato del 20% a 12 euro.

Una mossa quest'ultima che riflette un taglio delle stime di eps nell'ordine del 50% per il periodo 2020-2022.

Gli analisti fanno notare che ENI affronta la crisi petrolifera in atto con un bilancio solido e un buon livello di breakeven di cassa, da loro stimato a 40 dollari al barile dopo il recente annuncio di taglio dei capex del 25% e degli opex per 400 milioni di euro.

Alla base della view bullish su ENI c'è anche il fatto che il titolo offre un rendimento del dividendo del 9% e uno yield del free cash flow della stessa entità.

ENI promosso da Bernstein

A scommettere su ENI sono anche i colleghi di Bernstein che proprio ieri hanno promosso il titolo con un cambio di rating da "market perform" ad "outperform" e un fair value aumentato da 11 a 13 euro.

Il broker ha migliorato la sua view sul comparto alla luce della sua convinzione ora nuovamente rafforzata sulla sicurezza dei dividendi, unita al sostegno delle valutazioni basse.

Saipem è buy per Banca IMI

Indicazioni bullish per Saipem sono arrivate nei giorni scorsi da Banca IMI che, pur rivedendo il prezzo obiettivo da 5,2 a 3,4 euro, ha ribadito il rating "buy".